operai blutec sotto la sede del ministero dove sono finiti i 16 milioni?

Blutec, operai avviliti: che succede adesso? Dal sogno industriale alla crisi nera

Quello stabilimento di Termini Imerese sembra essere la rappresentazione plastica dei problemi atavici della Sicilia: il lavoro e la legalità. Dove tanti anni fa fa c’era la Fiat e in qualche modo campavano migliaia di famiglie adesso c’è desolazione, preoccupazione, crisi.

Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, con la decisione del Governo di pagare la cassa integrazione fino a giugno a 570 operai, che arriva quest’altra mazzata sugli operai. L’arresto dei vertici della Blutec di Termini Imerese, Roberto Ginatta e Cosimo Di Cursi, accusati di malversazione per avere “distratto” 16 milioni di finanziamenti pubblici, suona come l’inizio della fine del “sogno industriale” o – più modestamente – di una dignitosa opportunità lavorativa.

Gli operai si sono ritrovati anche stamattina davanti ai cancelli della “loro” fabbrica per una assemblea spontanea. Per solidarietà hanno scioperato anche molti dei 130 lavoratori attualmente in servizio. I loro volti valgono più di una dichiarazione. Che succederà? Si parte dalla domanda più scontata, la cassa integrazione sarà davvero sbloccata? Tutto quello che era sicuro la settimana scorsa adesso è oggetto di preoccupazione, l’emendamento annunciato dal vicepremier Di Maio è già passato in Senato ma deve ancora avere l’ok della Camera dei Deputati e la vicenda giudiziaria che è esplosa ieri non aiuta. I vertici del Governo hanno ribadito che saranno tutelati i lavoratori, che nessuno vuole abbandonarli: ma anche questo elemento positivo viene colto spesso in modo beffardo. Quante promesse sono state fatte negli ultimi dieci anni?

L’inchiesta della Procura di Termini ha svelato ciò che molti temevano. La Blutec, nata nel 2014, aveva firmato un accordo di programma grazie al quale sarebbero arrivati ingenti finanziamenti per aiutare il rilancio produttivo. E invece dei 21 milioni anticipati due anni fa almeno 16 non hanno preso la direzione concordata: da qui l’accusa di malversazione. Ci vorrà del tempo prima di fare chiarezza su quanto accaduto e soprattutto prima di capire dove può essere individuata la soluzione definitiva del problema.

I lavoratori, attraverso i rappresentanti sindacali, hanno chiesto di incontrare i vertici del Governo. Tutto intorno è deserto, desolazione, buio anche in una giornata primaverile come oggi. Hanno deciso che quando i sindacarti saranno convocati a Roma loro ci saranno, sotto la sede del Mise, a fare sentire le proprie ragioni. In calendario anche incontri con i sindaci del comprensorio, con esponenti politici regionali. Si ricomincia a lottare. Come se il lavoro fosse questo, lottare.

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