Etna

Buone notizie dall’Etna: l’attività del vulcano si è ridotta

A due giorni di disttanza dalla scossa di magnitudo 4.8 che ha causato danni nella zona attorno all’Etna, l’attività del vulcano continua ma in maniera più leggera. I sismologi dell’INGV, infatti, hanno registrato sei terremoti, cinque a Zafferana Etnea e uno a Milo, di magnitudo modesta.

Quella di maggiore energia, di magnitudo 2.0, è avvenuta alle 3.41, a Zafferana Etnea e non sono stati registrati danni a cose o persone. Inoltre, i valori del tremore dei condotti interni del vulcano, che segnalano l’energia del magma in risalita, sono ulteriormente calati, attestandosi su dati quasi rientranti nella norma.

In diminuzione anche la fase effusiva con la lava ferma nella desertica valle del Bove. Resta, invece, ancora presente l’attività stromboliana da crateri e bocche sommitali, con esplosioni ed emissione di una vistosa colonna di gas e cenere lavica. Continua, comunque, a restare operativo l’aeroporto Fontanarossa.

Ieri, intanto, la Giunta regionale, riunita in seduta straordinaria a Catania, ha deliberato lo stato di calamità nazionale e un Piano regionale straordinario antisismico.

“Siamo intervenuti con rapidità – ha evidenziato il presidente della Regione, Nello Musumeci – come la gravità del caso richiedeva. Auspichiamo che adesso il governo centrale possa deliberare la nostra richiesta, insieme alle risorse necessarie per i primi interventi. Nel contempo, abbiamo approvato anche un Piano straordinario antisismico che prevede una ricognizione, da parte della Protezione civile regionale e del Genio civile, degli edifici strategici e del loro grado di sicurezza in caso di terremoto. Non abbiamo ancora il quadro chiaro dell’effettivo ammontare dei danni, perché i sopralluoghi sono solo all’inizio”.

In totale, sono stati sei i Comuni più colpiti (Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Santa Venerina, Viagrande e Zafferana Etnea) dalla scossa di Santo Stefano con una popolazione di circa 130mila persone. Le frazioni nelle quali si sono registrati i maggiori danni sono: Santa Maria La Stella e Lavinaio (ad Aci Sant’Antonio), Pennisi e Piano d’Api (Acireale), Linera e Cosentini (Santa Venerina), Fleri e Pisano (Zafferana Etnea).

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