ars passa la legge sulla composizione delle giunte ma senza quote rosa

Burocrazia invasiva e lenta? La Sicilia prova a cambiare, da martedì all’Ars un ddl “urgente”

La chiameranno legge per la sburocratizzazione della Sicilia. Per ora, sull’onda emozionale del Ponte appena inaugurato, si parla di “modello Genova”. Sarà comunque un disegno di legge che almeno nei propositi vuole essere il fiore all’occhiello dell’attuale legislatura.

Il primo firmatario è Luca Sammartino, deputato di Italia Viva, quello balzato involontariamente alle cronache per essere stato il bersaglio della sfuriata del Governatore Musumeci (LEGGI QUI). Il presidente dell’Ars Miccichè ha dato la sua benedizione affinchè l’iter sia il più rapido possibile; adesso c’è anche la controfirma dei capigruppo di maggioranza per portarlo già martedì 5 maggio in commissione affari istituzionali.

Il disegno di legge prevede norme per accelerare i procedimenti amministrativi, la liquidazione di corrispettivi e contributi alle imprese, la realizzazione delle opere pubbliche prioritarie in settori strategici come l’edilizia scolastica e sanitaria.

Sammartino in realtà voleva inserire alcune tematiche in un emendamento della Finanziaria. E’ stato Miccichè, da sempre pubblicamente e platealmente contrario agli eccessi, soprattutto della “burocrazia autorizzativa”, ha proposto di trasformarlo in disegno di legge a cui dare priorità. E Sammartino adesso parla di “battaglia epocale e culturale che cambierà il volto della Sicilia”.

La inaugurazione del nuovo ponte di Genova ha certamente dato una spinta emozionale: sono passati meno di due anni dal crollo del “Morandi” che ha impressionato il mondo. In Sicilia invece ponti e viadotti importanti restano incompiuti, le autostrade non si completano se non in 40 anni, ci sono tante opere pubbliche nei cassetti nonostante non manchino i finanziamenti.

Fra le norme contenute nel disegno di legge c’è quella che introduce i commissari che disporranno di poteri speciali, sul modello utilizzato per la ricostruzione del Ponte Morandi a Genova e per l’Expo di Milano, con il compito di sbloccare la realizzazione degli interventi infrastrutturali strategici già finanziati, di quelli per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e di quelli per l’adeguamento delle strutture sanitarie (anche per la riabilitazione post-Covid).

I commissari sono individuati nei sindaci, nei sindaci metropolitani, nei legali rappresentanti dei Liberi Consorzi e nei manager delle aziende sanitarie ed ospedaliere. Potranno derogare, entro i limiti previsti in via generale dell’ordinamento, al codice degli appalti ed avranno poteri sostitutivi per assicurare in ogni caso il completamento delle opere. Il mandato dei commissari non può superare in ogni caso i 18 mesi e gli atti assunti dovranno comunque essere pubblicati, assicurando la trasparenza.

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