Calenda sbarca a Palermo con “Azione”. “L’obiettivo è l’8%, siamo pronti per il voto”

 Carlo Calenda è sbarcato a Palermo per presentare il suo nuovo progetto politico chiamato “Azione”. C’è interesse mediatico attorno a questo “debutto” siciliano: in sala ci sono anche esponenti politici di altri partiti come +Europa e Udc. C’è anche l’ex candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli.

Calenda annuncia le adesioni al movimento di due sindaci: quello di Siracusa Francesco Italia e quello di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo. Fra gli esponenti politici che si sono avvicinati a Calenda c’è anche Mila Spicola, ex esponente del Pd, molto vicina al mondo della scuola che è uno dei temi su cui Azione vuole puntare l’attenzione.

L’obiettivo di “Azione” è di avvicinarsi all’8 per cento. Alla domanda dei cronisti se si senta pronto ad affrontare le elezioni e se sia ipotizzabile un’alleanza con Renzi, Calenda ha detto: “Renzi ha un problema. Sono andato via dal Pd perché è stata fatta un’alleanza con i Cinque Stelle. Hanno così tradito tutto quello che avevano detto. Renzi è l’animatore di questa alleanza. Quindi siamo pronti. Siamo nati da poco, un po’ di tempo ci farebbe comodo. Abbiamo costituito lo staff nazionale, stiamo costruendo la rete territoriale. Abbiamo fatto più di 20 mila tessere in venti giorni. Stiamo crescendo nei sondaggi, che ci danno al 3,5. Per me l’obiettivo è arrivare all’8 per cento”.

Calenda fa una puntata sulla politica nazionale: “La Lega non ha per ora alcuna intenzione di andare al voto. Vuole invece cuocere il governo a fuoco lento. E il governo si sta prestando. Ci rivolgiamo all’Italia seria che studia, lavora e fatica. E si trova a dovere scegliere tra le urla dei Cinque Stelle, che dicono ‘altrimenti arrivano i fascisti’, e quelle di Salvini e Meloni che dicono ‘altrimenti arrivano gli immigrati. La Sicilia è la rappresentazione di tutto questo: è una regione a statuto speciale, ha i fondi e le risorse e non riesce a spenderli. C’è un problema che riguarda la qualità della gestione”.

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