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“Calì era il ponte tra la mafia americana e siciliana”. E ora la ‘ndrangheta…

A New York, come raccontato ieri sull’Opinione, c’è il timore che una nuova guerra di mafia – che sembrava ormai appartenere solo alla cinematografia – possa scoppiare da un momento all’altro dopo l’omicidio del boss Francesco ‘Frank’ Calì della famiglia GambinoChristian Cipollini, scrittore e storico del crimine, ha paventato la possibilità concreta che il clan colpito stia preparando una rappresaglia.

Mentre il NYPD (New York Police Department) continua a indagare sul movente dell’omicidio – non è ancora certo che sia collegato alla criminalità organizzata – Cipollini ha sostenuto che l’incertezza che regna sulla mafia, su entrambe le sponde dell’Atlantico, possa avere avuto un ruolo. Calì, infatti, nonostante avesse scelto di seguire un basso profilo al contrario del predecessore John Gotti, era considerato un ponte tra la mafia americana e quella siciliana e la sua morte potrebbe essere una sorta di avvertimento o “messaggio umiliante”, ha sottolineato Cipollini.

Il legame di Calì tra gli Stati Uniti e la Sicilia ha origine nel suo matrimonio con Rosaria Inzerillo del clan omonimo, una delle famiglie più potenti di Cosa Nostra nell’Isola, come spiegato da Maurizio Catino, professore presso il dipartimento di sociologia della New York University, autore di diversi libri sull’organizzazione criminale americana e siciliana: “Erano una famiglia importante, fondamentalmente degli aristocratici”.

Le cose, però sono cambiate negli anni ’80, quando Salvatore Riina dichiarò guerra agli Inzerillo per ottenere il potere a Palermo. Riina era così deciso a “smantellare” gli Inzerillo che una volta disse: “Nulla resterà di loro”. Di conseguenza, molti Inzerillo decisero di fuggire dalla Sicilia e cominciare una nuova vita in America, dove presto iniziarono a fare affari con la famiglia Gambino. Calì, quindi, era il ponte tra gli USA e l’Isola: “Era l’ambasciatore”, ha detto Catino.

Gli equilibri di potere, però, cessarono nel 2017, quando morì Totò Riina: “La sua morte – ha spiegato Catino – ha dato agli Inzerillo la speranza di potere recuperare il potere perduto”. Tuttavia, sempre secondo lo studio, in Sicilia c’è anche una nuova componente che sta cercando di colmare il vuoto di potere: i calabresi della ‘ndrangheta. Ecco perché l’omicidio di Frank Calì può assumere grande importanza: “Tutte queste dinamiche potrebbero dire molto su quello che sta succedendo a Cosa Nostra a New York e in Sicilia”, ha detto il professore.

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