Cancelleri (M5S): “Non tagliare i vitalizi sarebbe un crimine sulla pelle dei siciliani”

Il vicepresidente dell’Ars, Giancarlo Cancelleri, deputato M5S, rilancia il problema dei vitalizi che saranno spazzati via in quasi tutta Italia il 30 maggio e manda un chiaro segnale soprattutto a Miccichè e Musumeci.

“La casta siciliana vuole difendere a tutti i costi il privilegio di pochi, anche al prezzo di un maxi taglio di 70 milioni di euro ai servizi di tutta la collettività? Noi non ci stiamo e siamo disposti anche a scendere in piazza perché ciò non avvenga. Sarebbe abominio, un crimine consumato sulla pelle dei siciliani”.

“Se non vogliono sentire le ragioni del buon senso – dice – sentiranno quelle della piazza, che siamo disposti chiamare a raccolta per evitare l’ennesima, ingiusta batosta ai siciliani. Nella conferenza Stato – Regioni di due giorni fa, dove mancava la Sicilia, è stato raggiunto l’accordo che prevede il ricalcolo dei vitalizi secondo il  sistema contributivo entro il 30 maggio. Le regioni che per quella data non avranno effettuato il taglio, con tanto di legge o delibera, subiranno una riduzione dei trasferimenti statali del 20 per cento, che per la Sicilia equivarrebbe, ad una mega stangata. Secondo quanto affermato dal ragioniere generale della Regione, infatti, il taglio statale si aggirerebbe intorno ai 70  milioni di euro che i contribuenti sconterebbero sotto forma di una drastica riduzione della quantità e della qualità dei servizi a loro disposizione. Non possiamo assolutamente permetterlo”.

“Noi – continua Cancelleri – non vogliamo affamare nessuno, come dice Micciché, e infatti, secondo i nuovi calcoli, l’assegno minino per gli ex deputati e i loro eredi sarebbe di 1100 euro, ma ne rimarrebbero in vita molti di importo nettamente più alto. Non riusciamo a credere che per salvare i privilegi di pochi, che regalano il vitalizio anche a un ex deputato che all’Ars non ha mai messo piede, si sia disposti tagliare i diritti dei siciliani. I siciliani lo sappiano, qui non è in gioco solo un odioso privilegio, ma anche la qualità della loro vita”.

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