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Candiani: “Non mandiamo carabinieri, ci sono sanzioni”. Orlando: “Governo eversivo”

Orlando sfida Salvini, il giorno dopo. La decisione del sindaco di sospendere l’applicazione del decreto sicurezza a Palermo è in prima pagina su tutti i giornali d’Italia. Inoltre, il primo cittadino ha fatto proseliti: Firenze e Napoli in primis (entrambi colleghi ‘rossi’).

CANDIANI (LEGA): “SANZIONI PER CHI TRASGREDISCE LE LEGGI” – Ai microfoni di Radio Anch’io, su Rai Radiouno, il sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani, esponente della Lega, commentando la vicenda, ha affermato che “è solo una obiezione politica quella che viene presa. Non è una posizione contro Salvini, mi fanno sorridere i titoli che sostengono questo. Si tratta della posizione dei sindaci del PD e dei primi cittadini di quella sinistra che non sono al governo e stanno utilizzando questo strumento per fare opposizione politica”.

Candiani ha ricordato che sono previste “sanzioni per chi trasgredisce le leggi. Non manderemo i carabinieri: ci sono gli strumenti di legge per rispondere. E poi, di certo, non si può pensare di disapplicare una legge e pretendere le risorse che quella stella legge prevede”. “Si tratta di norme – ha aggiunto il sottosegretario – che la maggioranza dei sindaci ha chiesto anche per mettere ordine alla questione della migrazione. Questo è diventato un caso perché uno sparuto numero di sindaci si è messo strumentalmente contro Salvini, con una posizione totalmente ideologica”.

ORLANDO: “NON ARRETRO, GOVERNO EVERSIVO” – Leoluca Orlando, dal canto suo, ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format I lunatici, ha affermato che “non c’è motivo di arretrare. Il comportamento del governo è eversivo, non siamo un modello ma solo l’esempio di come si debba rispettare la Costituzione“. Inoltre, secondo Orlando, la reazione di Salvini “dimostra il degrado della cultura politica”.

Il sindaco del capoluogo siciliano ha spiegato di avere “assunto una posizione che non è né di protesta, né di disubbidienza, né di obiezione di coscienza. Ho assolto alle mie funzioni istituzionali di sindaco, l’ho fatto in modo formale il 21 dicembre, senza fare alcun comunicato. […] C’è una parte di competenza comunale nella quale il decreto manifesta il suo volto disumano e criminogeno perché stiamo parlando di quella parte del provvedimento che rende concretamente illegittimi coloro che sono legittimi. Siamo in presenza di un provvedimento che rende coloro che hanno un regolare permesso di soggiorno ad essere dall’oggi al domani senza diritti”. E “tutto questo è in palese violazione dei diritti costituzionali“, quindi “è dovere di un sindaco non scaricare sui dipendenti comunali la responsabilità, per questo ho disposto per iscritto di sospendere l’attuazione di questo decreto, perché siamo in presenza di una violazione di diritti umani che non sono poi risarcibili”.

 

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