Cantiere navale di Palermo: la Cgil chiede un incontro alla Regione sui bacini galleggianti

“La Regione siciliana ci dimostri le sue intenzioni sul futuro di due infrastrutture vitali e indispensabili per il futuro del Cantiere Navale di Palermo, unico polmone industriale rimasto attivo nella nostra realtà produttiva”. A prendere posizione sono il segretario generale della Cgil di Palermo Mario Ridulfo e il segretario Fiom Palermo Francesco Foti, che chiedono alla Regione un incontro urgente sui due bacini galleggianti da 19 mila e 52 mila tonnellate che da decenni si trovano in stato di abbandono dentro i Cantieri navali di Palermo: “In queste disastrose condizioni, i due bacini di carenaggio sono solo da ostacolo alle normali attività produttive del porto”.

L’incontro è stato chiesto all’assessore alle Attività produttive Girolamo Turano, con il coinvolgimento anche del presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale Pasqualino Monti e del prefetto Giuseppe Forlani. Il 3 luglio 2019, all’iniziativa “Parla il cantiere”, organizzata da Fiom e Cgil, l’assessore Turano dichiarò che avrebbe convocato i sindacati, “ma malgrado le nostre numerose sollecitazioni non l’ha fatto”.

Da un lato c’è il bacino da 150 mila tonnellate dell’Autorità portuale, la cui opera di completamento procede, dall’altra i due bacini di proprietà della Regione fermi e improduttivi. “Con l’impegno preso da Fincantieri di tornare a costruire navi a Palermo e di potenziare lo stabilimento – aggiungono Ridulfo e Foti – ci aspettiamo dalla Regione una risposta chiara sugli investimenti necessari a restituire la piena operatività al Cantiere navale, con la ristrutturazione dei due bacini di carenaggio, in difesa dell’ultima grande fabbrica rimasta a Palermo”.

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