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Cantone: “La mafia è meno visibile ma il sistema resta pericoloso”

“Che la mafia sia arretrata mi pare innegabile. Di conseguenza quello stesso tessuto collusivo, che aveva fatto da sostrato alla vecchia mafia tradizionale, oggi ha cambiato ruolo, proprio per effetto del meccanismo di inabissamento che si è prodotto. Se è meno visibile, non per questo il sistema è nel suo insieme meno pericoloso”.

Lo dice il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, in un’intervista a La Sicilia.

Su come si può spezzare il legame fra clientelismo e malaffare, Cantone spiega: “Mi rifaccio a quanto disse a suo tempo il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa della mafia: la politica clientelare finirà quando si esaurirà la convinzione che i diritti sono favori gentilmente elargiti. Purtroppo molte persone, soprattutto al Sud, e lo dico con grande dispiacere, da meridionale, più che da cittadini ragionano da sudditi: ritengono che alcuni benefici, come il lavoro, si possano ottenere soltanto assoggettandosi al potente di turno. Occorre un cambiamento culturale, ma credo che questa prospettiva si stia lentamente affermando”.

Sul tema del controllo sulle liste alla vigilia delle Europee, aggiunge: “Ben vengano tutte le liste di impresentabili di questo mondo ma la politica deve avere il coraggio di decidere e autoregolamentarsi, senza farsi imporre regole dall’ esterno. Anche perché nessun codice etico sarà mai in grado di individuare situazioni di opacità borderline”. Cantone interviene quindi sul caso del “sistema Montante”.

“C’è un problema – avverte – legato all’utilizzo del “brand” antimafia, perché purtroppo non è la prima volta che si scopre, proprio in Sicilia, che alcuni paladini di questa battaglia erano in realtà tutt’altro”.

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