Capodanno 2020, il sindaco vieta i “botti”. Via libera per l’area del concerto al Cep

A partire da domani, 31 dicembre, e sino al primo gennaio 2020 saranno vietati su tutto il territorio comunale di Palermo l’accensione, il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, petardi e oggetti similari. Lo ha stabilito il sindaco, Leoluca Orlando. La violazione dell’ordinanza comporterà l’applicazione di sanzioni amministrative fino a 500 euro.

“In questo periodo dell’anno è sempre in drastico aumento il bilancio degli infortuni, anche di grave entità, provocato dall’uso sconsiderato di petardi, botti e artifici pirotecnici per festeggiare l’ultimo dell’anno – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando -. Faccio appello a tutti i cittadini palermitani perché riconoscano la pericolosità dei ‘botti’ per sé e per gli altri e lo stress che essi provocano su anziani, bambini, soggetti cardiopatici e animali domestici. Da qui la necessità di questo provvedimento, volto a tutelare l’incolumità pubblica e la tranquillità cittadina”.

Intanto non sembra più in pericolo il concerto-spettacolo di fine anno al quartiere Cep con Nino Frassica e i Tinturia. Dopo il botta e risposta con lo Iacp (che rivendica la proprietà dell’area del Cep dov’è prevista la manifestazione), il Comune ha presentato una richiesta di autorizzazione per l’utilizzo dello spazio nei pressi della villetta intitolata a Peppino Impastato.

La lettera spiega che “nelle more dei necessari approfondimenti e al fine di evitare che la questione possa essere di ostacolo al rilascio delle autorizzazioni per lo spettacolo, si richiede l’autorizzazione all’utilizzo del terreno in parola fino alla data del primo gennaio 2020 sollevando lo Iacp da qualsiasi responsabilità per gli eventuali danni arrecati a persone e cose per l’utilizzo dell’area nel periodo in questione evidenziano che nessuna somma di denaro è stata prevista per l’utilizzo del medesimo spazio”.

Una vicenda su cui è intervenuto oggi anche il consigliere comunale di opposizione, Fabrizio Ferrandelli che ora chiede le dimissioni dell’assessore alla Cultura Adham Darawsha.

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