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Carceri, l’allarme della Uilpa: “In Sicilia mancano 1.000 agenti penitenziari”

“Nelle carceri siciliane mancano 1000 agenti di polizia penitenziaria. Il ministro della Giustizia le visiti. Ancora aspettiamo il ‘superamento’ della legge Madia da parte di questo governo”.

Ad affermarlo, in una nota, è Gioacchino Veneziano, segretario generale della UilPa polizia penitenziaria Sicilia, che aggiunge: “Le politiche scellerate del passato hanno scippato dalle piante organiche, solo in Sicilia, oltre 600 unità di polizia penitenziaria, riducendo all’osso la sicurezza nella carceri e nelle traduzioni dei detenuti, con aumento vertiginoso dei carichi di lavoro e compressione dei diritti dei poliziotti penitenziari”.

Giudicando “gravissima” la situazione del settore penitenziario nell’isola, Veneziano fornisce poi anche i numeri. “Nelle 23 carceri siciliane al 31 marzo scorso erano presenti 6.571 detenuti, di cui 1.116 stranieri, con oltre 1.300 in attesa di primo giudizio e ciò rende la regione penitenziaria tra le più difficile da gestire nel panorama nazionale. Gli agenti sono 3726, dai quali, però, bisogna escludere le 700 unità che si occupano delle traduzioni dei detenuti, con grandissimi rischi in quanto operano con scorte sempre sotto dimensionate, e altri 1000 impiegati in attività burocratica amministrativa per surrogare la carenza del personale delle funzioni centrali”.

Rimangono, quindi, “appena 1.200 poliziotti a vigilare nelle 24 ore sugli oltre 6.500 detenuti richiusi nelle patrie galere sicule”. Il segretario generale della UilPa polizia penitenziaria Sicilia chiede, pertanto, un incontro con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

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