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Caro voli in Sicilia, 25 milioni per Catania e Palermo. Schifani e Terrana: “Troppo poco”

Nella Manovra del Governo nazionale è stato inserito un emendamento che stanzia 25 milioni di euro l’anno per favorire la continuità territoriale in Sicilia e far scendere i prezzi dei biglietti aerei degli scali di Catania e Palermo, ma anche un tetto massimo di 20 mila euro lordi annui di reddito. Un risultato che viene accolto con moderata soddisfazione. Un primo passo, anche se si poteva fare di più.

Il senatore di Forza Italia Renato Schifani, che aveva proposto un emendamento da 100 milioni, dice che “preso atto dell’indisponibilità di governo e maggioranza a votare la nostra proposta, abbiamo scelto di agire, con il senso di responsabilità che ci contraddistingue, nell’interesse dei cittadini”. Ma insiste che va fatto di più e rilancia. “Non rinunciamo alla nostra battaglia che riproporremo alla Camera, nella consapevolezza che oggi l’unica risposta concreta ai siciliani è arrivata solo grazie al responsabile intervento del Governatore Musumeci che ha messo a disposizione, al prezzo simbolico di 20 euro, dei pullman che, partendo da Milano, consentiranno ai nostri giovani di raggiungere le famiglie per feste di Natale”.

Posizione analoga quella di Decio Terrana, coordinatore siciliano dell’Udc. “Un primo obiettivo è stato raggiunto – commenta – è ancora troppo poco rispetto agli obiettivi che ci siamo prefissi, tariffe fisse di 50 euro per tutti i Siciliani sulle tratte principali, ma è pur sempre qualcosa anche se siamo fortemente perplessi sul tetto massimo che è stato inserito, 20 mila euro di reddito imponibile. Vuol dire che tutti i siciliani che superano questo reddito non potranno usufruire dell’agevolazione. Non ci sta bene, la continuità territoriale è fondamentale per la crescita del nostro territorio, e non ci fermeremo finchè gli obiettivi non saranno raggiunti”.

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