Giuseppe-Antoci

Caso Antoci, parla il pm Angelo Cavallo: “Le indagini furono condotte correttamente”

Quindici giorni fa le conclusioni della relazione della Commissione regionale antimafia sul fallito attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci (maggio 2016) fecero scalpore perché non si escludeva l’ipotesi della simulazione e soprattutto perchè si insinuava che le indagini condotte dall’autorità giudiziaria fossero lacunose.

Ora prende posizione il Pm Angelo Cavallo che indagò su quella vicenda e che ribadisce l’assoluta correttezza delle indagini. “Non sono d’accordo con le censure avanzate dalla commissione regionale antimafia. Non posso entrare nello specifico su questo aspetto perché non appartengo alla procura di Messina ma sono il capo della procura di Patti, dovrà essere il procuratore di Messina ad intervenire”.

“Ho letto in moltissimi giornali – ha aggiunto – che la commissione regionale antimafia, presieduta dal’on. Fava avrebbe auspicato la riapertura delle indagini per la morte dell’assistente capo Tiziano Granata (morto poco dopo l’attentato per cause ritenute naturali, ndr). Ma ho letto la relazione e questo non viene detto, quindi smentisco questo dato. La commissione invece ha detto che considera la vicenda chiusa e che l’autorità giudiziaria per quanto riguarda la morte di Tiziano Granata e di Rino Todaro (anche lui morto poco tempo dopo, ndr) ha fornito le risposte dovute”. “I consulenti della commissione regionale antimafia – ha detto Cavallo – hanno escluso il collegamento tra queste morti e l’attentato Antoci e hanno confermato che entrambi i fatti, nonostante la coincidenza della loro morte sia inquietante, siano dovuti a eventi naturali. Vengono riportate nella relazione della commissione anche mie parole quando parlando di Granata ho detto sono pronto a riaprire le indagini in presenza di spunti seri, che però allo stato non ci sono”.

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