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Caso Latte Puccio, appello di Flai Cgil: “Tutelare i lavoratori e continuare la produzione”

“Tutelare i lavoratori e continuare la produzione”. Questo l’appello di Flai Cgil Palermo, che in merito al caso Latte Puccio chiede anche l’insediamento di un tavolo in Prefettura e un’interlocuzione immediata con l’amministratore giudiziario dopo l’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato agli arresti domiciliari per gli amministratori dell’azienda, Giuseppe Valguarnera e Caterina Di Maggio e un sequestro di beni per 5 milioni di euro.

L’accuso a loro carico è di bancarotta fraudolenta: il caseificio di Capaci aveva aperto lo scorso 30 novembre le procedure di licenziamento per 12 dei 18 dipendenti (i quali attendono ancora diversi stipendi arretrati, solo in parte saldati) prima di andare incontro al fallimento.

Il segretario generale Flai Cgil Palermo Dario Fazzese e Renato Aiello si dicono sconvolti per la notizia: “Ne emerge una vicenda dai contorni inquietanti. Abbiamo sempre ritenuto sospetto l’improvviso crollo di commesse e di profitti di quest’azienda storica e di punta nel panorama locale anche se il fatto poteva rientrare nel contesto di crisi economica generale”.

La Flai chiede ora alla Prefettura un intervento per la costituzione di un tavolo: “Abbiamo l’esigenza di aprire subito un’interlocuzione con l’amministratore giudiziario per garantire sia i licenziati che i lavoratori rimasti, capire cosa sta accadendo e discutere del futuro dell’azienda. L’obiettivo è che la Latte Puccio sopravviva e riprenda a produrre. E’ assolutamente da evitare la chiusura di una delle poche realtà produttive rimaste nella zona. Quest’azienda fino a pochi anni fa dava lavoro a 100 dipendenti tra effettivi e stagionali”.

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