Caso Saguto, l’avvocato Reina: “Processo anomalo. Virga? Sulla Pantò solo sproloqui”

A Caltanissetta, al processo Saguto è il giorno della difesa e il protagonista della giornata è stato l’esperto avvocato Ninni Reina che difende l’ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale. Silvana Saguto era presente in aula, insieme ad altri 14 indagati, tra cui il figlio Emanuele, il marito Lorenzo Caramma e il padre Vittorio Saguto. Il cosiddetto “sistema Saguto”, secondo l’accusa, era basato sul continuo scambio di favori e la gestione privatistica dei beni sequestrati alla mafia.

“E’ un processo anomalo, in qualità e quantità – ha detto Reina in apertura di udienza -: 73 capi di imputazione, ognuno ha in sé tante storie da esaminare e sviscerare. Non è solo un problema di numeri ma di materiale umano che dobbiamo scandagliare per spiegare il loro agire, le loro condotte. Ci troviamo di fronte a magistrati, avvocati, professori universitari, ingegneri. E’ inevitabile percepire un’accusa forte, consistente, d’impatto e quindi il timore di resistere a questo tsunami accusatorio è presente. Non è solo un problema con me stesso di superare la paura. Questo è un processo che richiede un approccio intellettuale prudente, cauto, pacato ma soprattutto quella prudenza che è anche pazienza, che è fatica, a cercare di entrare nei meandri più reconditi delle vicende senza essere superficiali”.

Entrando nello specifico, l’avvocato Reina ha affrontato varie questioni: “Walter Virga è un ragazzino, è giovane, non ha quella tempra, quel carattere che gli consente di resistere alle tempeste. Si lascia andare a sproloqui. Quando dice ‘la Pantò è un pizzo che stiamo pagando’ sono solo sproloqui, considerazioni meramente soggettive tanto che in un momento di catarsi dice espressamente ‘Silvana non ci ha chiesto nulla’”. Il riferimento è a Mariangela Pantò, la giovane che, secondo l’accusa, era entrata nello studio di Walter Virga – nominato amministratore giudiziario delle società Rappa e Bagagli – soltanto perché era la “nuora” dell’imputata.  “La dottoressa Saguto su questo rapporto non ci ha mai messo mano”, ha aggiunto Reina.

Secondo l’accusa, rappresentata dai pm Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti, la scelta di nominare come amministratore giudiziario Walter Virga derivava dalla necessità di compiacere Tommaso Virga, magistrato ed ex membro del Csm. “Richiedere per l’assunzione di un pubblico incarico l’esperienza – ha detto l’avvocato Reina – vorrebbe dire che nessuno potrebbe assumere un incarico per la prima volta. Secondo questo modo di vedere le cose dell’accusa quindi la Saguto non avrebbe dovuto nominare il figlio di Tommaso Virga. Ma l’incapacità non si misura sull’inesperienza o dal primo incarico”. Proprio in relazione al rapporto con Walter Virga, e per i reati di induzione indebita a dare o promettere utilità, ha chiesto l’assoluzione di Silvana Saguto.

Reina ha anche affrontato l’accusa di abuso d’ufficio per l’utilizzo improprio dell’auto. “Non ho mai visto un magistrato condannato per abuso d’ufficio o utilizzo improprio dell’auto di servizio. Sono tutte condotte per cui si procede a livello disciplinare. Se così fosse, sarebbe l’unico caso in cui l’utilizzo delle auto di servizio per Silvana Saguto costituisce reato e per tutti gli altri una semplice violazione disciplinare”.

Sulla rivelazione di segreti d’ufficio in concorso, Reina ha aggiunto. “Il colonnello Nasca rivela alla Saguto un fatto relativo ad un incidente che la figlia di Maniaci, a bordo di una vettura di una procedura Impastato, ebbe a Partinico: si parlava di Maniaci, ma per la Saguto era il segreto di Pulcinella. Perché lei lo sapeva già. La Saguto, infatti, fu informata perché le venne chiesto come mai quella vettura di un’amministrazione giudiziaria era a disposizione della figlia di Maniaci e del fidanzato. Ammettiamo che Nasca avesse rivelato questa informazione, perché si parli di concorso occorre un comportamento tale per cui questa rivelazione venga indotta”. Anche per questi reati l’avvocato Reina ha chiesto l’assoluzione.

La prossima udienza è stata fissata per mercoledì 10 giugno con il proseguo dell’intervento della difesa di Silvana Saguto.

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