Cassa integrazione, De Luca e Di Caro contro il Governo: “Un vero e proprio disastro”

Monta la rabbia in Sicilia per la mancata erogazione della cassa integrazione in deroga e nonostante le rassicurazioni dell’assessore al lavoro Antonio Scavone sembra ormai quasi certo che i primi soldi saranno erogati non prima di fine maggio.

I deputati regionali del Movimento 5 stelle Antonio De Luca e Giovanni Di Caro attaccano il Governo Musumeci il cui operato “si sta rivelando un vero e proprio disastro, e per vari motivi” e sottolineano le “palesi violazioni della privacy dei lavoratori”.

“Nessuna domanda fino a ieri sera (mercoledì 22, ndr) era ancora giunta all’Inps dalla Sicilia – riferisce De Luca – mentre chiunque può vedere sul sito dell’ente come le altre Regioni abbiano già inviato numerose pratiche e i lavoratori abbiano ottenuto i primi pagamenti. Sono 4.956 dalla Campania, 4.883 dal Lazio, 4520 dalle Marche, tanto per fare degli esempi. Segno che altrove si sono saputi muovere molto prima di noi, senza perdere tempo, mentre in Sicilia il presidente Musumeci e l’assessore Scavone stanno facendo attendere ancora i lavoratori e le loro famiglie. Per le prime 1.400 pratiche che secondo l’assessore Scavone dovevano pervenire all’Inps in questi giorni, la strada sembrerebbe tutta in salita”.

“Agli ingiustificabili ritardi – dichiara Di Caro – si aggiunge una totale violazione della privacy dei lavoratori. Sul sito web del Dipartimento regionale del lavoro tutti i decreti già emessi sono visionabili con tanto di dati delle aziende e dei beneficiari. Non era il caso di coprire almeno i dati dei lavoratori? Ammesso che si voglia dare la possibilità, in questo modo, agli imprenditori e ai lavoratori di verificare lo stato di avanzamento delle singole richieste, c’è da dire che purtroppo i numeri delle pratiche non corrispondono a quelli rilasciati dal protocollo. Diventa quindi veramente difficile individuare i decreti lavorati e le ditte, se non spulciando decine di documenti. Insomma la Regione, da quel che vediamo, non si sta certo distinguendo per rigore nelle procedure”.

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