Cassa integrazione, è tutti contro tutti. Mozione M5S all’Ars: “Scavone vada via”

Sui ritardi della cassa integrazione in deroga è ormai il caos più assoluto. Un “tutti contro tutti” che non si vedeva da tempo. E al centro della vicenda ci sono il Governatore Musumeci, l’assessore al Lavoro Scavone, il dirigente del dipartimento Vindigni (che ha rassegnato le dimissioni, peraltro già accettate), il personale della Regione che viene attaccato mediaticamente, i sindacati che hanno raggiunto un accordo con il dirigente.

E sopratutto ci sono le “vittime”, e cioè i destinatari dei provvedimenti di cassa integrazione che assistono furibondi al balletto delle responsabilità. Con l’aggravante che ancora non è ben chiaro come la Regione intenda porre rimedio agli sconcertanti ritardi. Secondo i bene informati – ma non c’è conferma ufficiale – si rischia di finire le procedure a giugno inoltrato.

Il ministro Dadone ha già preannunciato l’invio di ispettori per fare chiarezza, domani – giovedì 7 maggio – ci sarà una conferenza stampa di Musumeci e Scavone. Nel frattempo l’interim è stato assegnato all’esperto dirigente Giovanni Bologna. E monta il dibattito politico.

Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars, dice: “Musumeci riconosca di avere sbagliato a nominare Giovanni Vindigni dirigente generale dell’assessorato al Lavoro paralizzando l’erogazione della cassa integrazione in deroga. Se 133 mila lavoratori non riceveranno a breve quanto loro spetta la responsabilità è solo del presidente della Regione. Il governo regionale adesso dica come intende velocizzare le procedure per il pagamento delle spettanze ai lavoratori”.

Il Movimento 5 Stelle chiede la rimozione dell’assessore Scavone “rivelatosi palesemente inadeguato al ruolo” con una mozione annunciata in aula dal deputato Antonio De Luca. “Gestione vergognosa, inadeguatezza sul potenziamento dei centri per l’impiego, colpevole immobilismo sulla riforma degli Ipab, malgrado le proposte di legge depositate da tempi all’Ars: basta, Scavone deve andare via. Ogni giorno che passa l’angoscia di migliaia di famiglie cresce fino al limite dell’esasperazione. Le giustificazioni addotte e le informazioni fornite da Scavone sono apparse insufficienti e contraddittorie”.

Secondo Gaetano Sciacca, dirigente del centro per l’impiego di Messina, i ritardi sono stati causati “dal mancato allineamento, nella fase iniziale, delle piattaforme informatiche di Regione e Inps; per cui in alcuni casi le istanze trasmesse dalla Regione sono state rispedite indietro dall’Inps, anche per problemi banali, come l’inserimento del codice di avviamento postale generico”. Il dirigente difende il personale impegnato nel servizio. “È grave che si sparga veleno su dipendenti che stanno dando l’anima per cercare di completare queste procedure farraginose, ma non le abbiamo volute noi. I dipendenti hanno lavorato giorno e notte, domeniche e festivi. Dire che hanno bloccato volutamente il servizio perché volevano 10 euro a pratica è cattiveria. Vergogna, non si può spargere veleno in questo modo”. E rivolgendosi ai politici aggiunge: “Sono state dette baggianate da rappresentanti istituzionali che non conoscendo neanche le procedure si permettono di dire bugie che sfociano in odio sociale”.
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