Cassa integrazione, Musumeci e Scavone chiedono scusa ma attaccano “iene e sciacalli”

Il presidente della regione Musumeci e l’assessore al Lavoro Scavone in conferenza stampa online hanno spiegato il loro punto di vista sulle contestazioni alla gestione delle pratiche di cassa integrazione in deroga e l’erogazione dei fondi di assistenza alimentare. Musumeci afferma di assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto (“quando ci sono errori è il vertice che deve metterci la faccia, non ci sono alibi”), ma in avvio di conferenza va all’attacco per le “polemiche inverosimili” degli ultimi giorni: “Iene e sciacalli sono una fauna diffusa nell’ambiente politico e in Sicilia l’habitat è quello adatto. Invece di avere rispetto per tutta la gente che si impegna, ci si avventa sulla preda con voglia di vendetta”.

Poi aggiunge: “So di tante sofferenze, abbiamo ricevuto lettere di centinaia di lavoratori e anche dei loro figli, che evidenziano lo stato d’ansia delle famiglie. Andrò avanti per capire se c’è stata condotta dolosa in questi ritardi. E se c’è stata responsabilità da parte di qualcuno pagherà. Abbiamo messo i presupposti per informatizzare la Regione, stiamo lavorando per dotarla di una sistema digitale che al Nord invece c’è già da anni. Le dimissioni del dottore Vindigni sono state accettate: è una persona per bene, ha voluto dire responsabilmente io lascio, tornerà a dirigere gli uffici di Ragusa”. Ma a chi gli chiede se anche l’assessore Scavone dovesse dimettersi attacca: “Se c’è qualcuno che dovrebbe dimettersi quello (ribadisco) dovrei essere io. Ma questo sazio non ve lo do”.

“La colpa di tutto quello che è accaduto è solo mia. Mi scuso con i destinatari, stiamo cercando di recuperare nel più breve tempo possibile. Ma chi dice che queste cose succedono solo in Sicilia è bugiardo. Perché é tutto il sistema che non funziona: la procedura è incredibilmente complessa. Al momento abbiamo espletato 27.440 pratiche in 10 giorni su un totale di 40.000 pratiche: in teoria siamo oltre il 50%, ma in concreto no. Perché bisogna fare altri due passaggi e l’Inps deve fare le necessarie verifiche. La piattaforma adottata all’inizio prevedeva che le pratiche venissero esaminate una per volta. Sta lì l’errore, è stato adottato un sistema sbagliato (se n’è occupata la società Ett, la stessa che sei anni fa gestì il software che portò al clamoroso flop del click-day per il ‘Piano giovani, ndr); mentre in altre regioni si riusciva a guadagnare tempo trattando svariate pratiche. L’errore è stato poi scoperto. Noi contiamo di completare tutte le pratiche entro la prossima settimana, anche se dare scadenze è pericoloso. Stiamo facendo il possibile, siamo ottimisti. Abbiamo nominato l’avvocato Bologna come direttore ad interim”.

Sull’assistenza alimentare: “Abbiamo previsto un impegno da 100 milioni di euro (in piena emergenza) da spalmare nel corso dei mesi e i primi 30 milioni sono previsti con il fondo sociale europeo. Non è denaro a bilancio della Regione, sono fondi dell’Unione Europea e che devono essere gestiti entro determinati parametri. Su 390 comuni, 320 hanno già detto sì e firmato la convenzione; di questi 297 hanno già ricevuto l’erogazione della risorsa. Il denaro erogato attraverso la Regione è già a disposizione. Nel frattempo abbiamo presentato la Finanziaria, con modifiche che sono state votate e che permettono ai sindaci di erogare i fondi anche verso altre finalità. E siamo fiduciosi che da Bruxelles non ci saranno contestazioni. Non sono 100 milioni di illusioni. Certo: se il denaro impegnato non sarà speso, la Regione chiederà che venga reimpiegato per altre finalità. Abbiamo commesso errori e ci sono stati ritardi, ma abbiamo fatto tutto il possibile e continueremo a farlo. Mentre le formiche lavorano in silenzio, le cicale continuano a cantare inerti”.

L’ASSESSORE SCAVONE: “Si doveva trovare un argomento per attaccare il sistema e l’attacco è stato di tipo politico. L’assistenza alimentare? La contestazione è stata sulle procedure, ma proprio queste sono state semplificate: i comuni si dovranno limitare a inviare l’elenco dei destinatari e la trasmissione delle fatture d’acquisto dei voucher.

Sull’altra grandissima polemica che ci ha investito, la cassa integrazione: abbiamo già contestato un sistema troppo burocratizzato, è un gesto di scellerata leggerezza che appesantisce le regioni e il rapporto con l’Inps. Il sistema informatico è troppo rigido… ma le polemiche si sono scaraventate tutte contro la Sicilia. C’è stato un tranello giornalistico. In tempo reale abbiamo fatto tutte le modifiche che sono servite da grimaldello. Ci siamo accorti anche che c’è una grande quantità di errori nelle pratiche, persino aziende che non appartengono al sistema. Ci dispiace essere coinvolti in una polemica ingiusta”. A chi gli chiede dell’accelerazione nella gestione delle pratiche, ribadisce: “Abbiamo corretto in corsa il meccanismo; cercheremo di farci strada in questa cruna d’ago; conto molto che il sistema attuale funzioni”.

MUSUMECI E SCAVONE, UNA DIFESA CHE NON CONVINCE

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