Catania, candidata di Fratelli d’Italia alle regionali arrestata per corruzione

Corruzione. Con questa accusa è stata arrestata a Catania Barbara Mirabella, candidata di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali per FdI, ex assessore comunale alla Cultura nella giunta Pogliese. Il Gip di Catania ha disposto i domiciliari e la sospensione dall’attività per un anno per altri due indagati: l’ex rettore Francesco Basile (già coinvolto in presunti illeciti in concorsi all’università di Catania) e l’imprenditore Giovanni Trovato.

Le indagini sulla Mirabella riguardano l’organizzazione del congresso di nazionale della Sic, Società italiana di chirurgia, di cui Basile è il presidente. La tesi della Procura è che gli amministratori della New congress srl, che ha organizzato l’evento, avrebbero accettato di pagare 10.000 euro alla Expo srl, della quale era socia l’assessore Mirabella, per servizi non necessari all’organizzazione dell’evento: il tutto con l’input del professore Basile. L’imprenditore Giovanni Trovato, invece, avrebbe dato un contributo di 5.000 euro per ottenere, grazie all’intervento di Basile, l’incremento da parte del Policlinico dell’acquisto di dispositivi realizzati dalla propria azienda, la Medical Ti Spa.

L’avvocato Enrico Trantino, difensore della Mirabella, ritiene eccessiva la misura cautelare, fermo restando le valutazioni giuridiche sul reato che saranno fatte nelle sedi opportune, e sottolinea come l’arresto sia avvenuto a pochi giorni dal voto. Il legale ha dichiarato che nello specifico non verrebbe “contestato l’incasso di alcuna mazzetta”. Inoltre Mirabella si sarebbe soltanto “attivata per la realizzazione di un importante congresso medico” e avrebbe fatto in modo di “risolvere numerose criticità che rischiavano di compromettere l’esecuzione dell’evento”.

Ed è inevitabile che l’arresto della Mirabella abbia ripercussioni sul dibattito politico Il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo commenta: “Come avvenuto già alle scorse amministrative di Palermo, dove esponenti del centrodestra sono stati arrestati a pochi giorni dal voto, oggi una misura cautelare è stata spiccata a Catania a carico di una candidata alle regionali del centrodestra. Il metodo di costruzione delle liste e di gestione del consenso da parte del Centrodestra è purtroppo sempre lo stesso, lo abbiamo contestato più volte e i fatti stanno lì a dimostrarlo. Per questo rivolgo ancora una volta un plauso ai magistrati e alle forze dell’ordine”.

Nuccio Di Paola, M5S, candidato alla Presidenza della Regione: “Premetto, tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma è certo che l’arresto di Barbara Mirabella non rappresenta certo il miglior viatico per le prossime elezioni regionali che già vedono in corsa per la presidenza un candidato sotto processo nell’ambito del processo Montante. Se le accuse dovessero essere confermate ci troveremmo di fronte ad un odioso reato, quello della corruzione, contro il quale il Movimento 5 stelle si è reiteratamente battuto fino ad arrivare all’approvazione della cosiddetta “Spazza corrotti”, che dal gennaio 2019 è legge dello Stato. L’arresto della candidata di FdI all’Ars non è certo uno spot per convincere gli indecisi a correre alle urne, tutt’altro”.

Claudio Fava, deputato regionale Centopassi. “Il quadro che emerge dall’inchiesta catanese racconta una Sicilia in cui la politica, la salute e l’istruzione sono considerati bottino di guerra, proprietà private, privilegio di furbastri e malversatori. Sono appunto la politica, la sanità, l’università che vogliamo liberare e riscattare”.

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