Catania, traffico di droga e armi: 180 anni a membri del clan Cappello-Bonaccorsi

Sono 180 gli anni di carcere inflitti a 13 imputati per un vasto traffico di droga, gestito dal clan catanese dei Cappello-Bonaccorsi, oltre il possesso di armi da guerra.

Questa la sentenza emessa dal Gup di Catania in seguito all’operazione denominata “Minecraft”. Si contesta ai vertici del clan la gestione del narcotraffico e in particolare di amnesia (una nuova droga, ndr) e marjuana vendute nelle piazze di spaccio e la detenzione di armi da guerra compresi due kalashnikov, due mitra Uzi, sei pistole e un fucile di precisione con matricola abrasa.

Il Giudice ha comminato le condanne maggiori, a 20 anni di reclusione ciascuno, a esponenti ritenuti di vertice della cosca: Massimiliano Cappello, fratello dello storico capomafia Salvatore, detto “Turi”, Salvuccio Junior Lombardo e Sebastiano Cavallaro.

Condannato a 19 anni e un mese di reclusione Giuseppe Paolo Rapisarda; a 18 anni ciascuno Renzo Cristaudo, Giuseppe Distefano e Giovanni Santoro. Dodici invece a Giuseppe Spartano e Giuseppe Francesco La Rocca; 11 anni e quattro mesi a Emilio Gangemi; cinque anni a Giusi Messina; quattro anni ad Alessio Finocchiaro e tre anni a Domenico Alessandro Messina.

foto di repertorio

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