misure di prevenzione confronto imprenditori antimafia finlmente collaborazione

Cavallotti, Niceta e Lena: audizione all’Antimafia: “Finalmente il dialogo con le istituzioni”

Anche la Commissione antimafia della Regione siciliana si è occupata della vicenda di Pietro Cavallotti, Massimo Niceta e Francesco Lena, imprenditori sottoposti a misure di prevenzione: l’audizione degli imprenditori arriva dopo l’accorata richiesta avanzata da Pietro Cavallotti e sostenuta da alcuni parlamentari regionali.

“Siamo stati finalmente ascoltati dalla Commissione – esordisce Massimo Niceta in un video commento registrato subito dopo l’incontro insieme a Pietro Cavallotti. “Il percorso che abbiamo cominciato anni fa, con la collaborazione del Partito Radicale, e con l’organizzazione di convegni, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica le vicende della prevenzione finalmente sono sfociate in questa audizione”.

Gli imprenditori si dicono soddisfatti. “Abbiamo riscontrato un’atmosfera assolutamente propositiva e interessata, cosa che ci ha lasciato piacevolmente stupiti. Non ci aspettavamo questo interesse, siamo stati invitati ad una futura collaborazione per trovare delle soluzioni alle nostre vicende”.

“Per la prima abbiamo avuto un faccia a faccia costruttivo, positivo, sereno, con le istituzioni. – aggiunge Pietro Cavallotti –. Abbiamo voluto parlare non solo delle nostre vicende giudiziarie ma di quello che è il sistema delle misure di prevenzione e di come questo sistema, a nostro avviso, dovrebbe essere modificato per evitare che quello che è successo a noi possa accadere anche ad altri. Questo si potrà ottenere solo modificando la legge”.

Gli imprenditori si dicono fiduciosi sulle potenzialità dell’impegno assunto dalla Commissione Antimafia Regionale nella battaglia che li vede protagonisti nella prospettiva di un cambio di rotta. L’incontro sembra essere l’inizio di un percorso di collaborazione con la Commissione Regionale Antimafia, anche in vista della richiesta di audizione alla Commissione Antimafia Nazionale, ove la questione va posta al fine di sollecitare la modifica della legge. Proprio l’esperienza degli imprenditori è stata importante nell’elaborazione della proposta ad iniziativa popolare del Partito Radicale già portata a Roma e consegnata dagli imprenditori ai componenti della Commissione Regionale.

“Abbiamo inoltre voluto dire – prosegue Pietro Cavallotti – che non si può legiferare a senso unico, che tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione su questi temi e noi non possiamo essere tacciati come i criminali che parlano per avere indietro i propri beni. Ricordiamo per l’ennesima volta che noi non siamo ‘mafiosi’, che siamo stati assolti”.

Un ulteriore aspetto problematico riportato è quello relativo alla gestione dei dissequestri: “Ora che si sono conclusi i procedimenti ci ritroviamo con le macerie dei nostri patrimoni e ci troviamo esposti con i creditori”, sottolinea l’imprenditore.

Un affondo ancora sulle motivazioni che portano molte aziende raggiunte da misure di prevenzione al fallimento. “Non si può accettare la narrazione che abbiamo ascoltato in questi anni secondo cui le aziende in amministrazione giudiziaria falliscano per i costi della legalità – aggiunge Pietro Cavallotti -. Abbiamo spiegato perché le nostre aziende falliscono. La maggior parte delle nostre aziende siciliane sono a conduzione familiare. Togliere l’imprenditore e togliere i familiari dell’imprenditore significa togliere la spina dorsale all’azienda”.

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI