Gian Marco Centinaio
Gian Marco Centinaio

Centinaio: “Sicilia cuore del Mediterraneo con turismo, agricoltura e Beni culturali”

Turismo, agricoltura e Beni culturali: si deve ripartire da qui per fare crescere la Sicilia. Lo sostiene il ministro delle Politiche agricole e del turismo, Gian Marco Centinaio: “La Sicilia ha tutto per tornare ad essere il cuore del Mediterraneo ma c’è del lavoro da fare”, ha detto al Giornale di Sicilia.

Il Governo lavora a un codice per evitare l’abusivismo delle strutture ricettive ma soprattutto alla promozione del territorio: “Vedo molte pubblicità regionali – dice Centinaio – che promuovono la propria terra senza mai fare riferimento all’Italia: sono a favore delle specificità dei territori, ma se pensiamo al turista che dobbiamo attirare
dall’altra parte del mondo come facciamo a non dirgli che siamo in Italia?”.

E poi c’è il problema delle infrastrutture: “Posso dire che siamo il Paese più bello del mondo, ma se abbiamo aeroporti non all’altezza e infrastrutture vetuste è un problema. E i porti: in Sicilia pochi porti possono ospitare grandi navi da crociera, e non ci sono abbastanza porti turistici adeguati per attrarre e far restare i navigatori. La Sicilia è al centro del Mediterraneo e deve tornare ad esserne il cuore e il punto focale: se sembra invece che lo siano le isole Baleari, vuol dire che è mancato qualcosa. Per clima, cibo, mare, storia, la Sicilia è un’eccellenza assoluta”.

La Sicilia è anche terra di Beni Culturali, una delle prime al mondo per siti tutelati dall’Unesco ma… “L’Italia e la Sicilia sono meravigliose, uniche – continua Centinaio -. Ma il turismo culturale lo “subiamo”. Nel senso che i turisti
vengono a prescindere. Dobbiamo fare di più, puntare sulla valorizzazione, anche in collaborazione con i privati”.

Infine l’agricoltura, risorsa non più sfruttata e fonte di dubbi. “Uno su tutti – conclude il ministro – è l’abbandono delle terre, e noi vogliamo incentivare i giovani a diventare imprenditori agricoli. Lo stiamo facendo con 70 milioni di
incentivi, e con la vendita a prezzi di favore di 7.700 ettari. Per la pesca abbiamo ottenuto di aumentare dal prossimo anno le quote di tonno”.

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