Centrodestra su Lagalla, Ferrandelli: “Hanno perso la dignità”. Le reazioni

Il centrodestra sembra aver trovato l’unità grazie a Roberto Lagalla che diventa l’unico candidato a sindaco dopo il ritiro di Francesco Cascio e Totò Lentini. E dagli avversari arrivano i primi commenti.

“Dopo mesi di pantomime degne della peggiore commedia all’italiana, il centrodestra si compatta – apparentemente e con molti mal di pancia – sul patto delle poltrone”.

Sono le parole di Fabrizio Ferrandelli, candidato a sindaco di Palermo con +Europa. “Per ora tutti gli attori di questa penosa vicenda hanno perso la dignità, alle urne perderanno le elezioni. Palermo merita schiena dritta, scelte chiare e testa alta. Basta compromessi e spartizioni di potere sulla pelle dei cittadini”, conclude.

Franco Miceli, candidato per il centrosinistra dichiara: “La telenovela della ricerca del candidato sindaco della destra palermitana sembra arrivata, alla buon’ora, all’ultima puntata. È un bene perché finalmente ci si potrà confrontare sui veri problemi di Palermo che certo non riguardano la spartizione delle poltrone che ha tanto appassionato la destra per settimane”.

“Appare evidente – prosegue Miceli – che la partita è stata vinta da Fratelli d’Italia e Roberto Lagalla, pur di essere candidato, si è consegnato a Giorgia Meloni. Questa non è certo una buona notizia, non solo per i progressisti, ma anche per gli elettori moderati che non possono riconoscersi in una proposta politica così marcatamente caratterizzata”.

Alle reazioni dei candidati a sindaco e a quella di Anthony Barbagallo del PD (qui il dettaglio), si aggiunge quella di Giusto Catania, assessore al comune di Palermo ed esponente di Sinistra Civica Ecologista.

“Nella destra palermitana comandano Cuffaro e Dell’Utri che, in modo esplicito, hanno determinato la decisione di sostenere Lagalla come candidato unico. Questi sono segnali inquietanti: è evidente che Lagalla rappresenta la foglia di fico di un quadro politico generato da due dei più noti condannati per mafia della scena politica italiana. Adesso la situazione è chiara e c’è un motivo ulteriore per impedire un triste ritorno al passato, il momento più buio della storia di Palermo”.

Carmelo Miceli, deputato del Pd e candidato al consiglio comunale di Palermo, “bacchetta” invece i suoi. “Ma davvero si continua a credere che a Palermo si possano vincere le elezioni puntando sulle divisioni del centrodestra senza pensare ai moderati di centro e agli autonomisti? Lo dico ancora una volta, e stavolta lo chiedo al mio segretario regionale, lo chiedo allo stesso Franco Miceli: non consegniamo Palermo, la Sicilia e l’Italia alla destra”.

I parlamentari del M5S hanno invece affermato: “Dopo settimane di farsa, il centrodestra ha scelto Il candidato sindaco di Palermo, un politico di razza che vorrebbero presentare come civico, già assessore di Musumeci, ‘benedetto’ da Marcello Dell’Utri fondatore di Forza Italia, nonché condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, e abbracciato e sostenuto da Totó Cuffaro, già condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato alla mafia. Un’ammucchiata politica che mette dentro pure la Lega di Salvini, diventata magicamente Prima L’Italia, e che certamente non ingannerà i cittadini nascondendosi dietro un nuovo nome e il falso civismo di Lagalla”.

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