Chiesto il rinvio a giudizio dell’ex vescovo di Trapani Miccichè: l’accusa è di peculato

La Procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex vescovo Francesco Miccichè: l’accusa è quella di peculato.  Secondo i magistrati, come riporta l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, il prelato si sarebbe impossessato di fondi provenienti dall’8 per mille.

Le indagini scattarono nel 2011 e riguardavano la gestione finanziaria della Diocesi di Trapani; nel 2012 Miccichè venne rimosso da Papa Benedetto XVI dopo un verifica eseguita dal “visitatore apostolico” monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara.

Il gup Antonio Cavasino ha fissato a gennaio l’udienza preliminare. Secondo i pm Miccichè avrebbe creato un danno erariale appropriandosi di soldi sottratti dai conti “interventi caritativi” ed “esigenze di culto pastorale della Diocesi di Trapani”. Su questi conti affluivano i fondi dell’8 x 1000. L’ex vescovo si sarebbe appropriato di 544.439 euro per altri fini.

Categorie
In evidenza
Facebook

CORRELATI