Cronaca di un disastro annunciato: davvero la Regione non poteva fare meglio?

L’ennesimo clamoroso flop della Regione Siciliana su un “click-day” molto atteso. Si può sbagliare, ovvio, ma non così. La Regione attribuisce a cause esterne il rinvio dell’attesissimo click day, scaricando sulla Tim la incapacità dei server di gestire la improvvisa e oceanica richiesta di ingresso alla piattaforma regionale e rinviando le operazioni a giovedì 8 ottobre alle 9.

Nelle prossime ore assisteremo al solito balletto di responsabilità, ma di sicuro l’intoppo di oggi alle 9 era abbondantemente annunciato. Già molte associazioni e imprese, la scorsa settimana, avevano chiesto il rinvio adducendo alcuni problemi tecnici e appena due giorni fa il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Giorgio Pasqua era stato perentorio nel sottolineare anomalie e malfunzionamenti.

A tutte queste critiche i responsabili del dipartimento regionale proprio ieri sera, domenica, avevano risposto – quasi in modo piccato – che non erano state riscontrate anomalie dopo ulteriori attente verifiche. In nottata, secondo quanto riferito dalla Regione, la richieste di Tim di differire tutte le procedure di 72 ore. Oggi alle 9 il flop che ha subito sollevato un vespaio di polemiche e che riporta alla memoria “il padre di tutti i fiaschi”, vale a dire il click day sul “Piano Giovani” voluto dal governo Crocetta e tramutatosi in una delle tante defaillance di quel quinquennio.

Va detto per la cronaca che fra quello e questo flop ci sono stati altri click day senza particolari problemi, ma con partecipazioni meno affollate. Questa volta era chiaro – lo si dice da giorni – che nel giro di due-tre minuti mezza Sicilia si sarebbe collegata al sito, considerata l’importanza di un bando che assegna 125 milioni alle imprese.

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