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Cocaina ed eroina sì, la marijuana no: lo “strano mercato” della droga in Sicilia

“Sembra che il crimine organizzato abbia successo – laddove molti governi hanno fallito – nel frenare le persone dall’usare le varietà più pericolose della cannabis“. Comincia così un articolo pubblicato oggi – martedì 20 marzo – su The Independent, quotidiano britannico online che sviluppa una tesi quanto meno ‘suggestiva’. Insomma, mentre droghe illegali come l’eroina e la cocaina sono molto diffuse in Sicilia e sono oggetto primario dell’interesse delle cosche mafiose, alcuni dati hanno rivelato che a Palermo non ci sarebbe traccia della cannabis più potente.

Ciò – scrive il giornalista inglese Josh Gabbatis – sembra essere “un inatteso aspetto positivo dell’attività criminale, dato il collegamento tra la ricerca su queste droghe e i problemi di salute mentale”. A scoprire questa “curiosità” legata al mondo delle sostanze stupefacenti è stata la dott.ssa Marta Di Forti, mentre stava lavorando a uno studio per esplorare il legame tra l’uso della cannabis e la psicosi nelle città di tutta Europa.

L’esperta palermitana ha notato che nessuna delle tipologie di cannabis ad alta concentrazione di THC (il tetraidrocannabinolo, il prodotto chimico che causa gli effetti psicologici della marijuana), comuni a Londra e Amsterdam, sembravano rappresentare un problema nel capoluogo siciliano: “Le uniche quattro persone che l’hanno segnalata nella zona di Palermo provenivano da una vacanza nei Paesi Bassi e hanno provato la cannabis a potenza elevata lì”, ha detto la Di Forti.

Insomma, il mercato della droga a Palermo è ancora dominato principalmente dalla cocaina e dagli oppiacei – perché, come spiegato sempre la ricercatrice, il crimine organizzato ha il controllo su queste droghe – e dall’hashish, il tipo di cannabis che ha il minor numero di THC nell’Europa Meridionale. Si pensa, infatti, che il THC sia il responsabile delle condizioni psicotiche legate all’uso della cannabis e, se presente in una soglia superiore al 10%, allora si può considerare come droga ‘a potenza elevata’.

Lo studio, comunque, si basa su dati raccolti tra il 2010 e il 2015 e quindi la situazione potrebbe essere in evoluzione: “I colleghi di Palermo – ha affermato la Di Forti al giornale britannico – mi dicono che stanno cominciando a vedere persone che usano la cannabis a potenza elevata ma niente di simile a ciò che si vede a Londra”. C’è una spiegazione per cui la criminalità organizzata in città abbia “permesso” solo la circolazione di tipi più leggeri di cannabis? Secondo la Di Forti potrebbe essere dovuto a motivi culturali e pratici.

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