Marcella-Cannariato

Codice Rosso, Cannariato (Fondazione Bellisario): “Meglio di niente, spero non sia demagogia”

Ieri la Camera dei Deputati ha votato in maniera unanime per l’istituzione del reato del Revenge Porn. Quindi, chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5 a 15 mila euro. L’emendamento della commissione Giustizia al ddl sul Codice Rosso che porta le firme dei ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede ha l’obiettivo di velocizzare le procedure di indagine e di denuncia nei casi di violenza sulle donne. L’intero provvedimento – che introduce anche il reato di sfregio del volto ma non prevede più l’eventualità della castrazione chimica – dovrebbe essere velocemente approvato alla Camera e poi passare al Senato.

Sull’argomento l’Opinione della Sicilia ha contattato Marcella Cannariato, imprenditrice palermitana nel settore assicurativo, presidente dell’associazione di volontariato Fiori di Acciaio e referente per la Sicilia della Fondazione Bellisario.

Cosa ne pensa su quanto successo in questi giorni in Parlamento in materia di Codice Rosso?

“Fedele al motto che piuttosto è meglio di niente, sono contenta per la ormai imminente approvazione del cosiddetto Codice Rosso anche perché, al di là dell’aspetto repressivo, le denunce per violenze subite dalle donne dovrebbero avere un iter privilegiato, una corsia preferenziale con indagini più rapide e l’obbligo per i Pm di ascoltare le vittime entro tre giorni. Tuttavia, senza un’adeguata formazione per gli organi inquirenti in grado di creare un pool specializzato, questa legge rischia di risultare una scatola vuota ed è bene tenere sempre presente che la formazione costa! Inoltre, siamo sicuri che questa tempistica sia sempre un bene? La narrazione della violenza di genere, specie se consumata all’Interno delle mura domestiche, ha bisogno di tempi più lunghi e segue percorsi diversi. Mi auguro, quindi, di non essere di fronte ad un’imbarazzante operazione demagogica, imbarazzante come il ministro, che l’ha proposta, giacché definisce, lei donna, isteriche le donne che percepiscono una situazione di pericolo”.

E sul Revenge Porn?

“Come donna e cittadina non posso che ritenermi soddisfatta: il Revenge Porn finalmente sarà un reato e questo è un segnale molto importante. Ma resto basita da un soggetto politico, oggi al governo, che scopiazza il lavoro prodotto da altri, attribuendosene meschinamente la paternità. Quanto all’opposizione, parrebbe che si sia accorta dell’esistenza di questa piaga solo all’ultimo momento. Negli ultimi 5 anni dov’era?”

C’è qualcosa che ancora manca?

“Sono più che mai convinta che la parità vada perseguita con azioni che possano essere efficaci nel promuovere percorsi virtuosi in un ambito più articolato e complesso, nella società e soprattutto nel mondo del lavoro. Resto, infatti, dell’idea che il cambiamento non potrà mai essere garantito da una legge che si limita ad imporre il rispetto vuoto di una percentuale all’interno del ‘Palazzo’ anziché con atti concreti, come ad esempio il sostegno alla piccola e media impresa  la creazione di asili nido e tutto ciò che sia in grado di promuovere un effettivo cambiamento culturale e antropologico nelle donne e anche ovviamente negli uomini. Concludo così: ‘Se le donne non appartengono a pieno diritto alle strutture di potere, non è forse il caso di ridefinire il potere e non le donne?'”.

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