Marcella-Cannariato

Codice Rosso, Cannariato: “Spot del Governo se non ci sono i soldi per la formazione”

“Il Senato ha iniziato la discussione finale della legge sulla violenza di genere, il cosiddetto ‘codice rosso‘. L’ultima donna uccisa pochi giorni fa, aveva denunciato il marito già diciannove volte, ma con la nuova legge avrebbe potuto salvarsi? Probabilmente no, poiché nel marasma del ‘codice rosso’ e della confusione derivante dalla sua applicazione ‘pratica’, purtroppo non sarebbe cambiato molto. Serve fondamentalmente formazione e, le finanze per questo processo, il più importante di tutti, mancano del tutto in questa legge che non prevede ulteriori finanziamenti”.

Dichiara così Marcella Cannariato, responsabile della Delegazione Sicilia della Fondazione Bellisario, da sempre attenta ed in prima linea per i diritti delle donne.

“Nel ‘pacchetto’, ci sono alcune norme che potrebbero risultare interessanti, ma non vorremmo che questo ‘codice rosso’ rimanesse soltanto uno ‘spot di governo’. Perché le cose è importante farle ma, sopratutto, è importante farle bene e questa legge è piena di lacune. Ad esempio – continua la Cannariato – concentriamoci sul concetto di ‘codice rosso’: la Polizia giudiziaria, ricevuta la notizia del reato, ha l’obbligo di riferire al pubblico ministero, ‘immediatamente, anche in forma orale’ ed il pubblico ministero ha l’obbligo di sentire entro tre giorni la persona che ha presentato denuncia. Tutto buono, sulla carta. Ma certamente, nella pratica, questo è praticamente impossibile, viste le centinaia di denunce quotidiane e la scarsità di personale a disposizione. Sarebbe soltanto un modo per accrescere burocrazia e, paradossalmente, allungare i tempi. Come se, in un pronto soccorso, tutti avessero il ‘codice rosso’ ed i medici a disposizione fossero, chiaramente, insufficienti. Per effettuare, con criterio, un accesso di tipo ‘codice rosso’, sarebbe invece opportuno che ci fosse ( e realmente) sul campo, personale specializzato, a tutti i livelli: dalle forze dell’ordine che raccolgono la denuncia a seguire, in tutta la catena. Noi, come Fondazione Bellisario, ci batteremo (cosa che facciamo tra l’altro quotidianamente) affinché possa essere messa in campo la formazione quotidiana”.

“Le vite si salvano creando un sistema efficiente in grado di individuare chi ha bisogno di protezione immediata. Per salvare vite – ha concluso la Cannariato – occorrono nuclei di operatori esperti e specializzati, diffusi sul territorio, capaci di intervenire subito individuando alla prima telefonata le situazioni di pericolo reale. Servono, dunque, tanti agenti e tanti magistrati specializzati che vanno messi in condizione di lavorare con efficienza. Quindi servono soldi per la loro formazione, dei quali non c’è traccia nella nuova legge. Il cammino per la difesa reale delle Donne, dunque – conclude la Cannariato- necessita di percorsi più complessi che un semplice ‘codice rosso'”.

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