Come Forrest Gump, Faraone e Dipasquale a piedi da Ragusa a Catania

Da Ragusa a Catania a piedi: novanta chilometri di tragitto e 24 ore di cammino, con una sosta a Francofonte.

No, non è una nuova tappa di Forrest Gump – che, proprio in questi giorni, ha compiuto 25 anni dall’uscita nei cinema – ma quanto faranno il segretario del Partito Democratico, Davide Faraone, e il deputato regionale sempre del Pd, Nello Dipasquale (ex sindaco di Siracusa).

Il motivo? In una nota lo ha spiegato Faraone: “Ci hanno lasciato a piedi. Dieci miliardi di opere bloccate, cantieri finanziati e mai aperti, infrastrutture strategiche che non partono per colpa di un governo nordista che pensa solo alla Padania e con i cinque stelle che, nonostante in Sicilia e al Sud abbiano fatto il pieno di voti stanno zitti e mosca. Noi non ci stiamo e, partendo da una infrastruttura simbolo, la Ragusa-Catania, vogliamo accendere i riflettori con la ‘marcia sblocca cantieri”.

La marcia di Faraone e Dipasquale sarà – naturalmente – trasmessa in diretta su Facebook e i due saranno equipaggiati di acqua, succhi, frutta secca, giubboti catarifragenti, torce e medicine.

La partenza è prevista per oggi – lunedì 15 luglio – dalla sazione di servizio Lukoil di contrada Coffa e l’unica sosta sarà alle due del pomeriggio, dopo avere attraversato Licodia Eubea, a Francofonte. Ci sarà poi anche una conferenza stampa, prevista per domani agli arrivi dell’aeroporto di Catania.

LA NOTA DI DIPASQUALE – “Ho presentato un esposto alla Procura di Ragusa contro il governo nazionale affinché si faccia luce su quanto sta accadendo intorno alla decisione di rinunciare al project financing per l’autostrada Ragusa Catania bloccando definitivamente il progetto per la realizzazione dell’opera  e costringendo per altro lo Stato a pagare una penale di diverse decine di milioni di euro al concessionario precedentemente individuato”. Così il parlamentare regionale Pd e deputato segretario all’Ars Nello Di Pasquale.

“Vogliamo che sia fatta chiarezza sulla cervellotica decisione del governo giallo-verde di rescindere il contratto scegliendo di pagare una penale piuttosto che attendere l’eventuale insolvenza da parte del concessionario che avrebbe evitato il pagamento di penalità. Ancora una volta – ha aggiunto Di Pasquale – si mette in discussione la realizzazione di un’opera di vitale importanza per un territorio fortemente penalizzato dal punto di vista infrastrutturale. Uno scippo vergognoso – ha concluso il parlamentare PD – che per altro peserà sulle tasche dei contribuenti”.

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