Commercianti e istituzioni “celebrano” i 30 anni della prima associazione antiracket

Vecchi e nuovi protagonisti della lotta alle estorsioni si sono ritrovati oggi (in streaming) insieme al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per celebrare i 30 anni della prima associazione antiracket italiana, l’Acio.

Fu una novità clamorosa nella guerra alle estorsioni da parte della mafia che portò sotto i riflettori la cittadina messinese di Capo d’Orlando. Ben 140 imprenditori e commercianti, dopo aver denunciato le pressioni subite dalle cosche dei Nebrodi facendo arrestare gli uomini del pizzo, scelsero di partecipare al processo e raccontarono la loro esperienza.

Oggi in collegamento c’erano Tano Grasso, storico commerciante di Capo D’Orlando divenuto il volto dell’antiracket, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, il procuratore di Messina Maurizio de Lucia, il commissario nazionale antiracket e antiusura Giovanna Castronovo, Luigi Ferrucci, presidente della Federazione Italiana Antiracket e alcuni dei commercianti che parteciparono alla ribellione al pizzo come Sarino Damiano, proprietario di un albergo che si rifiutò di pagare la tangente mafiosa.

Alle sessioni di lavoro in streaming hanno partecipato anche alcuni giornalisti tra cui Lirio Abbate, Guido e Sandro Rutolo, Vincenzo Vasile, Giovanni Bianconi, Francesco La Licata, Giuseppina Paterniti. All’incontro ha partecipato anche il nipote dell’imprenditore Libero Grassi, ucciso nel 1991 per essersi ribellato e aver denunciato gli estortori del clan Madonia.

“Le associazioni sono nate e continuano a sorgere grazie al passaparola – ha detto Tano Grasso – ma il volontariato ha dei limiti e a un certo punto si ferma. Manca il salto di qualità che si potrebbe fare se si intestassero la battaglia contro il racket le grandi associazioni di categoria. Se non lo faranno, questa battaglia resterà confinata a una battaglia di avanguardia”. Il procuratore di Messina De Lucia ha puntato sulla necessità che l’associazionismo si sviluppi nel Nord Italia “dove – ha detto – le mafie sono pronte ad approfittare della crisi economica. La sfida oggi è questa”.

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