Palazzo - Aquile - Palermo

Comune di Palermo, le opposizioni presentano la mozione di sfiducia a Orlando

Raggiunto il numero di firme necessarie per presentare la mozione di sfiducia al sindaco Leoluca Orlando che verrà ufficialmente depositata solo nella mattinata di martedì. Le opposizioni a Palazzo delle Aquile hanno trovato la condivisione su un documento unitario e sono state raccolte le firme necessarie – 18 – per la presentazione formale dell’atto al Presidente del Consiglio comunale.

La richiesta di sfiducia era nell’aria da giorni, dopo cioè che era scoppiato lo scandalo corruzione al Comune con l’arresto di consiglieri comunali e funzionari per presunte orregolarità nelle concessioni edilizie. Un caso che aveva fatto “saltare” la nomina di Emilio Arcuri ad assessore all’Edilizia privata sostituito dal presidente degli ingegneri Vincenzo Di Dio. Nel documento si fa anche riferimento allo scandalo dei cimiteri e alla cattiva gestione dei rifiuti.

Da tempo il rapporto tra il sindaco e le forze di opposizioni è particolarmente critico, come dimostrato anche in occasione della vicenda della Ztl. I tempi per la discussione sono posticipati di qualche giorno per lasciare spazio all’emergenza coronavirus ma c’è da aspettarsi una seduta piuttosto “calda”.

“Restiamo convinti che tutte le energie al momento debbano essere concentrate per fronteggiare l’emergenza coronavirus e garantire il diritto alla salute dei palermitani con interventi atti a favorire il contenimento dei contatti e a tutelare il tessuto economico – dice il consigliere comunale di + Europa Fabrizio Ferrandelli -. È chiaro che, al superamento delle emergenze e quando la situazione sarà normalizzata, chiederemo l’immediata calendarizzazione in aula per affrontare tutti i nodi politici, nella consapevolezza che alla città serve girare pagina per riguardare con fiducia al futuro e ricostruire insieme la comunità”.

La mozione porta anche la firma dei consiglieri di Forza Italia secondo i quali “questa amministrazione in questi anni ha galleggiato senza dare alcuna risposta ai tanti problemi di una grande e complessa città come Palermo, dimostrando responsabilità politiche enormi che non si possono sottacere, relegandola e con essa i cittadini, ad un degrado insostenibile”.

Pesanti critiche anche dai consiglieri Giulia Argiroffi e Ugo Forello del gruppo “Oso”. “Non si può escludere – scrivono tra l’altro – l’esistenza di una vera e propria zona d’ombra nella burocrazia comunale, di cui il primo cittadino non può che essere politicamente responsabile. I fatti contestati nei giorni scorsi dalla magistratura, oltretutto, ruotano attorno a uomini di sua personale fiducia a cui sono stati conferiti incarichi delicati nonostante fossero già in corso procedimenti penali che avrebbero dovuto far scattare l’allarme interno”.

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