Concessioni demaniali, la Regione ne ha già prorogate 1.863. Il M5S polemico

Sono già state prorogate 1.863 concessioni demaniali marittime fino al 2033. Lo ha comunicato l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente, specificando che per la prima volta in Sicilia le richieste di estensione sono state gestite in maniera totalmente informatizzata attraverso il portale del Demanio marittimo della Regione Siciliana (demaniomarittimo.regione.sicilia.it/portale/)”,

Il portale del Demanio marittimo, realizzato in house grazie a risorse interne, permette la consultazione dei dati relativi alle quasi 2.000 istanze presentate dai concessionari, la geolocalizzazione delle singole concessioni, oltreché l’estrapolazione di grafici e report. “Le concessioni vigenti e regolari, a seguito delle verifiche eseguite dagli uffici, saranno visionabili dagli utenti attraverso la mappa interattiva disponibile sul sito del portale – spiega l’assessore Toto Cordaro -: è un’anagrafe di tutte le pratiche facile ed immediata, un significativo passo in avanti nel percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione regionale volto alla semplificazione e sburocratizzazione dei procedimenti amministrativi, che pone la Sicilia al passo con i migliori standard europei”.

Il Movimento 5 Stelle però la pensa diversamente e in una nota diramata dal gruppo all’Ars attacca: “L’assessore Cordaro ha cancellato 15 anni di legislazione regionale che tentava di mettere ordine sul demanio marittimo. A differenza di quanto previsto dalla norma nazionale, che è subordinata all’emanazione di un Dpcm di riordino del settore, in Sicilia con un decreto che chiede semplicemente di essere in regola con il pagamento dei canoni, si sono prorogate ‘d’ufficio’ 1863 concessioni fino al 2033. Si tratta di una scelta scellerata che non affronta in alcun modo la deregulation generalizzata in tutta l’isola. L’assessore Cordaro, con un semplice tratto di penna, ha consentito la privatizzazione del nostro mare. Nel suo decreto infatti non v’è nessun riferimento ai Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo o alle linee guida dello stesso assessorato, ma si è semplicemente cristallizzata, senza nessun distinguo, una situazione che in molte aree della Sicilia è assolutamente inaccettabile”.

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