Concorsi truccati, la Procura di Catania farà ricorso contro l’ordinanza del gip

La Procura di Catania, nell’ambito dell’inchiesta “Università Bandita” sui concorsi truccati, ha deciso di presentare ricorso contro l’ordinanza del Gip che disposto la sospensione dell’esercizio dal pubblico ufficio per il rettore dell’Università Francesco Basile, del pro rettore Giancarlo Magnano di San Lio, dell’ex rettore Giacomo Pignataro e di altre sette professori universitari, per i quali nel frattempo è stato fissato il calendario degli interrogatori di garanzia.

La Procura chiedeva invece gli arresti domiciliari per loro e altri tre colleghi oltre al divieto di dimora per altri 27 docenti indagati. L’ufficio del procuratore Carmelo Zuccaro sta valutando i profili per cui presentare ricorso e quale provvedimento cautelare sarà oggetto di richiesta al Tribunale del riesame per alcuni degli indagati. I reati contestati dalla Procura di Catania sono associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta.

Gli interrogatori di garanzia inizieranno il 4 luglio alle 16 e proseguiranno l’indomani: ad essere ascoltati per primi saranno Giuseppe Barone, direttore in quiescenza del dipartimento di Scienze Politiche, il rettore Francesco Basile, il prorettore Giancarlo Magnano San Lio, l’ex rettore Giacomo Pignataro e Roberto Pennisi, direttore del dipartimento di Giurisprudenza.

I magistrati di Catania, a seguito delle indagini, sarebbero pronti inoltre trasmettere alle Procure competenti gli atti su presunte irregolarità emerse in altre facoltà. Nell’inchiesta “Università Bandita” sono 27 i presunti concorsi truccati, ma ci sarebbero (secondo la Procura) “fondati elementi di reità” anche in relazione ad altre 97 procedure concorsuali, e non solo a Catania.

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