Confcommercio, Di Dio: “Micciché istituisce un tavolo permanente per l’economia”

Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, ha partecipato a una riunione con il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, i capigruppo e l’assessore regionale alle attività produttive Turano nella quale il presidente Miccichè ha preso l’impegno per l’apertura immediata di “un tavolo permanente” sull’economia. Il Governo ha promesso di recuperare un “tesoretto” con la riprogrammazione di alcune risorse.

Incredibile che ci siano zero euro nella Finanziaria della Regione siciliana – afferma Di Dio – . Inaccettabile! Nonostante abbiamo spiegato che siamo noi, imprenditori e commercianti, il vero motore della produttività di una Sicilia che vive prevalentemente di terziario, servizi e turismo e che siamo noi a produrre il gettito fiscale indispensabile per fare la Finanziaria, la risposta è stata: mi dispiace. Le imprese sono state ignorate. Questa è la realtà. La classe politica è stata troppo disattenta ai temi dell’economia reale, perfino in questa fase a dir poco emergenziale. “Disattenta” anche nel non tutelarci quando ha consentito che sulle teste dei siciliani venissero calate misure spesso inique, incoerenti e sbagliate”.

Si parla di un “tesoretto” di circa 200/300 milioni – prosegue – che non può certo lasciarci soddisfatti visto che le nostre perdite di fatturato ammontano a svariati miliardi. È solo un primo passo di una interlocuzione che deve mettere l’economia al centro della politica regionale, innanzitutto con sostegni urgenti, e poi anche in modo strutturale, per programmare lo sviluppo con strategie concrete e innovative. Noi non abbiamo mai chiesto aiuti e non vogliamo assistenzialismo, non ci appartiene, e lo abbiamo dimostrato anche con la grande manifestazione di ieri che ha portato in piazza migliaia di persone che hanno manifestato la propria drammatica situazione con grande civiltà ma che sono pronte a nuove forme di protesta. Dobbiamo essere messi in condizione di resistere sul mercato e la tempestività degli interventi ha un valore decisivo. Non possiamo aspettare tempi biblici”.

“L’emergenza sanitaria – conclude – finirà con la vaccinazione della popolazione, ed è per questo che pretendiamo una accelerazione della campagna, ma l’emergenza economica e sociale è purtroppo solo all’inizio”.

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