Congresso Cisl, Carfagna: “In arrivo 3,5 miliardi per le infrastrutture in Sicilia”

Si è tenuto oggi a Taormina di fronte alla platea di 350 delegati, il congresso regionale Cisl che ha visto il pronunciarsi di più voci e ha impegnato i vertici di istituzioni e forze economiche e sociali. Un approfondimento che ha lasciato spazio alla solidarietà con il popolo ucraino.

Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenendo al focus che ha chiuso la mattinata del primo giorno di lavori congressuali ha affermato: “Vedo molti equilibristi. Noi siamo con il popolo ucraino senza se e senza ma. La Russia ha deciso di colpire l’Europa e i suoi valori. Non possiamo assolutamente cedere. Non si possono spostare con la violenza i confini della libertà e della democrazia. Noi puntiamo ad aprire, assieme agli altri sindacati e italiani e a quello europeo, una grande sottoscrizione a sostegno di progetti umanitari e dei profughi ucraini”.

Presenti anche, oltre al segretario uscente della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio e al leader nazionale Sbarra, la vicepresidente del parlamento Ue Pina Picierno, la ministra per il Sud Mara Carfagna, il governatore Nello Musumeci (qui le sue parole) e il vicepresidente di Confindustria e numero uno dei Giovani imprenditori, Riccardo Di Stefano.

Hanno posto le domande le principali testate regionali: Rino Cascio, caporedattore della Tgr Rai Sicilia; Lino Morgante, direttore editoriale di Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia; Antonello Piraneo, direttore responsabile de La Sicilia e Marco Romano, direttore responsabile del Giornale di Sicilia. A tirare le fila del confronto, la giornalista Elvira Terranova (Adnkronos).

Mara Carfagna, Ministro del Sud e della Coesione Territoriale – “In queste ore così drammatiche per l’Italia e per l’Europa è importante ogni occasione di confronto democratico e il congresso Cisl è la sede giusta per una riflessione sui tempi che stiamo affrontando e sulle angosce di questi giorni legate al conflitto alle porte d’Europa. Sono due gli elementi di speranza per il Mezzogiorno e in particolare per la Sicilia. Il primo, che riguarda direttamente l’isola, è legato a un dato. La Sicilia è la prima beneficiaria degli investimenti che derivano dalla quota Sud del Pnrr. Il capitolo forse più rilevante, quello delle infrastrutture, prevede che arrivino tre miliardi e mezzo in cinque anni per il sistema ferroviario, le navi, la gestione delle risorse idriche, i porti, le aree interne, la qualità dell’abitare.

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