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Consulenze illegittime con il copia e incolla, contestato danno erariale a Lupo (PD)

Un danno erariale di 56mila euro è stato ipotizzato dalla Corte dei Conti a carico di Giuseppe Lupo, capogruppo del Partito Democratico all’ARS e vicepresidente del Parlamento siciliano all’epoca dei fatti contestati.

Ne dà notizia l’edizione odierna di Repubblica.

Nel dettaglio, la Corte ha contestato delle spese in consulenze illegittime con lavori copiati e incollati dal web o giudicate inutili perché contenenti delle considerazioni “generiche” e “ascrivibili al buon senso”, per cui “non risulterebbe necessario un esperto”.

L’atto di citazione a giudizio è stato firmato dal pubblico ministero Licia Centro e al centro delle indagini sono finiti 24 incarichi di consulenza assegnati da Lupo fra il 2015 e il 2017 per un esborso totale di 61.124 euro.

Le uniche consulenze escluse dal danno erariale contestato quelle svolte da Agata Teresi e Lina Vizzini per un totale di 5.170 euro.

Lupo, pertanto, avrebbe violato “prima ancora che le norme procedurali interne” i principi di “economicità, efficienza, ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa”.

Tra le attività contrestate quella di un social media manager, di un commercialista e di un consulente per un’indagine in materia turistica.

Inoltre, una relazione, svolta da un dottore in scienze agrarie, sarebbe consistitito in uno “studio sulle potenzialità agricole dell’hinterland monrealese” con uno scritto “totalmente sovrapponibile” a quelli presenti nel web, in particolare su Wikipedia.

Secondo la difesa di Lupo l’attività da vicepresidente dell’ARS non è censurabile perché autonoma e non sottoposta al controllo della Corte dei Conti. I consulenti, inoltre, si legge sempre su Repubblica, “non avevano neppure l’obbligo nella scorsa legislatura di presentare relazioni finali sulla loro attività che, invece, sono state richieste per prudenza dallo stesso Lupo”. Inoltre, l’attività degli esperti – come ritenuto dal deputato del PD – “si è risolta in un supporto quotidiano all’attività a Palazzo dei Normanni e, trattandosi di un lavoro più politico che scientifico, il giudizio è soggettivo”.

La decisione sarà presa fra qualche mese dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti.

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