Conte: “Sanzioni più severe. Proroga dell’emergenza a fine luglio? Non è vero”

Nuova conferenza stampa del premier Giuseppe Conte nel pomeriggio di oggi (24 marzo) per comunicare un inasprimento di sanzioni e per smentire soprattutto che sia stata prorogata fino al 31 luglio la fase di emergenza sanitaria.

“La notizia non è vera – ha scandito Conte -. Quella è la data (astratta) dell’emergenza nazionale. Noi siamo pronti ad allentare la morsa delle misure restrittive quanto prima, perché confidiamo di tornare presto alle nostre abitudini di vita. Anzi convinto che una volta terminato tutto questo, questa situazione ci renderà migliori”.

Conte ha poi confermato che viene introdotta una multa da 400 a 3 mila euro “che si sostituisce alla sanzione attualmente prevista”. “Abbiamo regolamentato anche i rapporti con le Regioni: gli enti locali possono sempre adottare anche misure più restrittive e severe. Ma resta la funzione di coordinamento e omogeneità del governo nazionale.

Conte ha anche risposto alle domande a distanza poste via web dai giornalisti. “Usare l’esercito? Lo stiamo già usando: il personale medico militare è già sul campo e stiamo riconvertendo le pattuglie impegnate nello ‘strade sicure’. Ma l’operato delle Forze dell’ordine sin qui è stato efficace. Ben venga l’aiuto dell’esercito, ma i cittadini non devono pensare che il mantenimento dell’ordine pubblico passi solo dalla militarizzazione dei centri urbani”.

“Abbiamo curato i rapporti con i rappresentanti dei governi territoriali sin dal primo giorno. Abbiamo scelto la strada della collaborazione. La non collaborazione sarebbe un pessimo segnale per i cittadini. La competenza della sanità é delle regioni: avocarle a sé da parte dello Stato sarebbe poco funzionale. In questo momento invece stiamo reagendo in modo efficace”.

Sul mondo del lavoro: “Ho visto forte senso di responsabilità e comunità. E’ chiaro che va anche tutelata la salute dei lavoratori. Un’ordinanza del ministro dei Trasporti verrà incontro ad alcune istanze e garantirà i rifornimenti di carburanti. Le attività essenziali per il funzionamento dello Stato vanno presidiate in tutti i modi”.

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