Contrabbando di gasolio, sequestro milionario a una ditta nell’Agrigentino

Beni per 1.258.317 di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Agrigento e dall’ufficio delle Dogane di Porto Empedocle a un’azienda di Licata che commercializza carburanti.

Il provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Agrigento, ha riguardato 8 conti correnti, 5 conti deposito e titoli, 4 abitazioni, 18 terreni, un’auto e un motociclo. Indagati i due amministratori: V.G., titolare formale dell’azienda, e il marito M.C., gestore di fatto.

Entrambi sono accusati di avere commercializzato illegalmente un quantitativo di gasolio agricolo pari a 4 milioni di litri che ha alimentato il mercato di contrabbando per autotrazione. I due coniugi licatesi, mediante l’utilizzo di documentazione falsa tra cui libretti Uma intestati a ignari agricoltori, fatture false e falsi documenti di trasporto, avrebbero venduto abusivamente e in nero gasolio agricolo a terzi che non ne avevano diritto, evadendo Iva e accise normalmente applicate al gasolio per autotrazione venduto nei distributori di benzina. Sono in corso perquisizioni, con il supporto di un pastore tedesco di cinque anni della Compagnia di Punta Raisi, specializzato nella ricerca di denaro contante nascosto, “cash” che gli investigatori sospettano sia stato occultato dagli indagati.

Dall’attività di verifica fiscale svolta dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scaturita a seguito di una specifica analisi svolta dal Reparto Antifrode dell’ufficio di Porto Empedocle, è emerso che nel periodo 2013-2018 la società avrebbe utilizzato 62 libretti UMA di soggetti ignari ed emesso 4.517 fatture ed altrettanti documenti di trasporto falsi.

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