Coronavirus, allarme da Palermo a Ragusa: un caso anche in Corte d’Appello

Il numero dei contagi da coronavirus in Sicilia sta crescendo a vista d’occhio. Non c’è allarme sanitario perchè ancora il numero dei ricoverati più gravi è abbastanza contenuto ma ci sono comunque contraccolpi seri sulla vita quotidiana, soprattutto negli uffici pubblici. L’applicazione dei protocolli di sicurezza sta di fatto svuotando gli uffici, come dimostrano le continue notizie di cronaca.

Una delle situazione più delicate si è sviluppata alla Rap di Palermo, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti. Quindici dipendenti sono positivi (l’aggiornamento è di mercoledì mattina, i 120 test sierologici sono risultati negativi), è cominciata la trafila dei tamponi ma l’organico, per motivi prudenziali, è falcidiato. Il presidente della Rap Norata, anche lui in isolamento, ha già fatto ricorso a una ditta privata per contenere i disagi in città che sono già ragguardevoli e insisterà con il Governo affinchè venga allertato anche l’esercito. La scorsa notte i vigili del fuoco sono intervenuti più volte nella zona di Borgo Nuovo per spegnere roghi di rifiuti.

Un magistrato della corte d’appello di Palermo, risultato positivo, è già in autoisolamento nella sua abitazione, le sue condizioni di salute sarebbero buone. È stata disposta la sanificazione degli ambienti della corte d’appello e, come da protocollo, dovrebbero scattare tutte le misure previste in questi casi. Sarà l’Asp a disporre i controlli sul personale e su quanti sono stati a contatto con il magistrato. Le misure anti Covid ordinarie al palazzo di giustizia sono scrupolose: orari contingentati e fissi per le udienze, rilevazione della temperatura agli ingressi, obbligo della mascherina e del distanziamento di sicurezza, distributori di gel disinfettante in ogni aula e corridoio delle strutture giudiziarie.

Un paziente di 40 anni, inizialmente risultato negativo al test sierologico e a due tamponi e proveniente dal Pronto Soccorso dell’ospedale Villa Sofia-Cervello, è stato ricoverato per meno di 24 ore nella clinica Candela ed è risultato positivo al coronavirus. Lo ha reso noto la stessa struttura sanitaria privata. L’uomo è stato portato all’ospedale Civico dove è stato eseguito un terzo tampone (che è risultato positivo) ed è ora ricoverato in terapia intensiva. Adesso si svolgeranno controlli a pazienti e dipendenti della clinica da parte dell’Asp.

Sempre a Palermo, una bidella del liceo linguistico Danilo Dolci è risultata positiva al test sierologico che è stato effettuato a tutto il personale dell’istituto. Si attende la conferma del tampone. A scopo precauzionale, i corsi di recupero si tengono online e non più di presenza. Anche l’ingresso al pubblico è stato vietato fino a nuove disposizioni. L’edificio è stato sanificato e prima dell’inizio delle lezioni ci sarà un altro intervento di pulizia straordinaria.

A Ragusa quattro infermieri dell’ospedale covid “Maria Paternò Arezzo” sono risultati positivi: lavorano nel reparto Malattie Infettive dove si trovano ricoverati otto pazienti positivi e fortunatamente al momento non ci sono medici contagiati.

A Partinico, in provincia di Palermo, un dirigente medico del centro igiene pubblica dell’Asp è risultato positivo. L’ufficio dell’Asp, di conseguenza, è stato chiuso ed è stato avviato il protocollo per sanificare la struttura.

Ma i contagi stanno dilagando un po’ in tutte le province – in modo più o meno significativo – e questo è il segnale più tangibile di come l’autunno alle porte si prospetti davvero complicato non soltanto per gli aspetti sanitari.

CORONAVIRUS, IL BOLLETTINO DELLA SICILIA DELL’8 SETTEMBRE 2020

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