Coronavirus, allarme focolai nelle Rsa siciliane: la Regione corre ai ripari

L’emergenza Coronavirus continua a tenere sotto pressione le strutture ospedaliere e in generale il sistema sanitario, ma ora un allarme più specifico scatta anche per le case di riposo e le residenze per anziani. Sempre più numerosi e ampi sono infatti i focolai che si sviluppano nelle Rsa e case di riposo, con la Regione che corre ai ripari preparando una nuova campagna di screening, stavolta dedicata proprio alle strutture che assistono i più fragili.

La situazione più critica a Palermo riguarda l’Istituto geriatrico siciliano di via Messina Marine (dove sono 80 i positivi tra ospiti e dipendenti, con 4 pazienti che nei giorni scorsi sono deceduti) ma focolai si sono sviluppati anche in altre strutture e anche in una casa di risposo di Monreale dove sono deceduti tre anziani.

La Regione inoltre è dovuta intervenire a Bronte e Misilmeri (dove i contagi hanno colpito proprio gli ospiti e i dipendenti di alcune Rsa) istituendo la “zona rossa” e osserva con attenzione anche gli sviluppi all’Oasi di Troina, dove si è sviluppato un nuovo cluster con 32 positivi attualmente accertati, anche se l’Istituto assicura di essere ormai preparato per tenere sotto controllo il contagio.

Il confronto però riguarda ora anche la questione del personale: servono infermieri e operatori sanitari che possono sostituire il personale in quarantena e garantire i livelli di assistenza, ma bisogna evitare che siano squilibri fra il privato e il pubblico (dove le condizioni contrattuali potrebbero essere mediamente migliori). Sul tema è attivo un tavolo tecnico tra Confindustria e Regione.

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