Carcere Ucciardone

Coronavirus, alta tensione anche nelle carceri. Tentata evasione dall’Ucciardone

In agitazione anche la “popolazione carceraria”, a Palermo si sono verificati problemi sia davanti all’Ucciardone che al carcere di Pagliarelli. Ma non si tratta nè di casi isolati nè immotivati, visto che sono morti già sei detenuti provenienti dal carcere di Modena come si apprende da fonti dell’amministrazione penitenziaria. Tre nello stesso penitenziario modenese ed altri tre dopo i trasferimenti in altre strutture carcerarie: a Parma, Alessandria e Verona.

Sono ormai 27 le carceri dove si stanno svolgendo proteste da parte dei detenuti, alcuni dei quali chiedono l’amnistia a causa dell’emergenza Coronavirus. Secondo i dati del Ministero della Giustizia i detenuti sono 61.230 a fronte di una capienza di 50.931 posti, circa 11 mila in più. Il ministro Bonafede dice che “è nostro dovere tutelare la salute di chi lavora e vive nelle carceri” ma ammonisce: “Ogni protesta attraverso la violenza è solo da condannare e non porterà ad alcun buon risultato”.

All’Ucciardone si è registrato un tentativo di evasione. Alcuni detenuti per protesta hanno tentato di divellere la recinzione dell’istituto di pena per cercare di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla polizia penitenziaria. Il carcere è stato circondato dai carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. Anche le mura del carcere sono presidiate. Le strade attorno a vecchio carcere borbonico sono chiuse.

Ieri sera si erano verificati incidenti anche nel carcere palermitano di Pagliarelli. Come in altri istituti di pena in Italia è scoppiata una rivolta dei detenuti che stanno bruciando lenzuoli e carta e hanno iniziato a battere contro le sbarre delle celle per attirare l’attenzione.

La situazione è stata circoscritta ma resta la preoccupazione. La direttrice del carcere, Francesca Vazzana, sta cercando di instaurare un dialogo con i detenuti. “Le preoccupazioni sono comprensibili, anche noi siamo preoccupati. In un carcere che ospita 1400 detenuti la gestione dell’emergenza è complessa, anche perchè in una cella spesso sono in quattro e non si riesce a mantenere le distanze previste”.

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