Coronavirus, Brusaferro e Rezza (Iss): “Fase decrescente, ma il virus non scomparirà”

Una fase decrescente in cui l’Italia dovrà mantenere la massima allerta. É questo il messaggio e l’avvertimennto del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro e dell’epidemiologo Giovanni Rezza, nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto.

Brusaferro sottolinea la capacità di reazione ed intervento precoce sui nuovi focolai e sottolinea. I dati (afferma) raccontano la “storia di un Paese con livelli di circolazione diversi” a seconda delle regioni. “Ci sono zone a circolazioni diverse e l’adozione delle misure ha limitato la circolazione in altre aree del paese. Le persone con sintomi si stanno riducendo con la curva in fase decrescente a livello nazionale”.

Rezza avverte sull’andamento dei dati e sul concetto di picco nella curva, che in realtà non ci sarebbe stato (“Si è trattato di un picco artificioso” generato dal lockdown) e ha affermato: “Vediamo che c’è un trend di decrescita nel numero dei casi se presentati per data di comparsa dei sintomi, ma il virus non sta scomparendo”.

Sul fronte diagnostico, il suggerimento è quello di concentrarsi sull’insorgenza dei sintomi e aggiunge: “Nella fase 2 sarà importante rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l’identificazione rapida dei focolai, test, rintraccio e isolamento dei contatti e azioni di contenimento ed eventuale creazione di zone rosse, che torneranno ad essere una delle misure importanti quando non ci sarà più il lockdown del paese”.

Sono stati anche comunicati i dati relativi al numero di decessi avvenuti nelle strutture di ricovero per anziani (Rsa) a partire dal primo febbraio, fra 6.000 e 7.000: si tratta del 7% circa del numero complessivo degli anziani residenti nelle Rsa, calcolato in oltre 80.000. (ma “è difficile distinguere fra influenza e Covid-19”, avvertono gli esperti). Fra le criticità finora rilevate nelle Rsa, l’osservatorio dell’Iss indica soprattutto la carenza di dispositivi di protezione, la carenza nelle somministrazioni di tamponi e la carenza di personale.

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