Conte stringe ancora: “Chiudiamo in Italia le attività produttive non strategiche”

È arrivata la stretta ulteriore, già attesa da qualche ora. Alle 23.30 l’annuncio di Conte su Fb e in Tv ha catturato milioni di ascolti. Il tono è solenne. “La decisione presa dal governo è di chiudere in tutta Italia ogni attività produttiva che non sia indispensabile e strettamente cruciale per la produzione di beni e servizi essenziali. Quelle rinunce che oggi sembrano un passo indietro ci permetteranno di prendere la rincorsa e tornare ad abbracciarci”.

Conte racconta il pomeriggio di lavoro e di tensioni: “Abbiamo lavorato con le parti sociali per stilare una lista dei servizi di pubblica utilità, quelli che sono più necessari al funzionamento dello Stato in fase d’emergenza: resteranno aperti supermercati, negozi che vendono generi alimentari e di prima necessità, farmacia, parafarmacie: non c’è dunque nessuna restrizione sui supermercati e non c’è ragione di fare corsa agli acquisti e di creare code ingiustificate. Saranno assicurati i servizi bancari, finanziari, postali e assicurativi; assicureremo servizi pubblici essenziali e trasporti. Consentiremo solo lo svolgimento del lavoro in modalità smart working e le attività produttive ritenute rilevanti a livello nazionale. Rallentiamo il motore, ma non lo fermiamo. Una decisione che si rende necessaria per contenere quanto più possibile la diffusione dell’epidemia. Lo stato c’è, è qui; interverrà con misure straordinarie per ripartire quanto prima”.

Ad inizio di intervento Conte ha precisato che “sin dall’inizio ho scelto la linea della trasparenza e della condivisione, rendendo partecipi tutti voi della situazione, la crisi più difficile dal secondo dopoguerra; un segno che rimarrà impresso nella nostra memoria. Non sono semplici numeri: piangiamo persone, storie di persone e famiglie. Serve tempo e dobbiamo continuare a rispettare le regole con pazienza e fiducia. Sono regole severe, ma non abbiamo alternative. Dobbiamo resistere. Solo così riusciremo a tutelare noi stessi e le persone che amiamo. Queste rinunce vanno fatte tutti insieme. Uniti ce la faremo”.

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