Coronavirus e Finanziaria, la Sicilia dentro un labirinto: sarà difficile trovare la strada

I due giorni più difficili per il Governatore della Sicilia Nello Musumeci. C’è da approvare all’Ars la Finanziaria, piuttosto “zoppa” per mancanza di liquidità, e bisogna farlo entro la mezzanotte del 30 aprile; e c’è da rappresentare la Sicilia sui tavoli nazionali, cercando di dare voci ai milioni di siciliani che chiedono soldi e riaperture.

Musumeci, anche attraverso i suoi assessori più coinvolti, ha raccolto tutte le istanze delle varie categorie produttive. Un elenco infinito di richieste più o meno legittime e più o meno misurate ma sono pur sempre le istanze di un popolo di cinque milioni di persone che si sente ancora una volta emarginato da decisioni che sembrano tenere in massima considerazione solo le esigenze delle aree più produttive del Paese.

In parole povere: riaprono le industrie ma non il commercio e il cosiddetto terziario che in Sicilia produce più pil delle industrie. Il turismo, fonte primaria di reddito in Sicilia, è morto chissà fino a quando. Di contributi a fondo perduto, cassa integrazione e prestiti si è visto poco o nulla. In molti sono ormai sulla soglia della assoluta povertà.

Cosa può fare Musumeci? Poco, temiamo. Nelle ultime ore si sta facendo strada l’ipotesi di chiedere la riapertura già dal 4 maggio di numerose attività, facendo valere il concetto che la curva dei contagi in Sicilia è assolutamente sotto controllo. Ma si scontrerà con l’estrema prudenza delle autorità sanitarie – che addirittura avrebbero chiesto a Conte ancora meno aperture – e con la voglia di non differenziare le misure restrittive nelle varie regioni del Paese.

E in più c’è la questione dei fondi da chiedere allo Stato per chiudere il cerchio della manovra finanziaria. Mancano alla Sicilia alcune centinaia di milioni, bisognerà chiedere allo Stato di concedere l’elasticità che in “tempi di pace” non avrebbe concesso e cioè quella di non chiedere alla Sicilia il miliardo circa che rappresenta la quota di contributo alla Finanza pubblica. Sarà complicato raggiungere l’obiettivo, calmare la protesta, dare alla Sicilia le risposte che chiede. Nè sembra possa aiutare la riunione con i Governatori del centrodestra in programma oggi. La Sicilia è entrata in un labirinto, trovare la strada giusta è un’impresa.

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