Coronavirus e ospedali, la Sicilia corre ai ripari: allo studio un piano per 2500 nuovi posti letto

In Sicilia (e a Palermo) è ormai emergenza posti letto. Negli ospedali siciliani la situazione si fa sempre più critica a causa dell’aumento dei contagi e dei ricoveri, che sul fronte delle terapie intensive hanno toccato quota 83 (numeri che non si erano visti neanche durante il primo picco della pandemia). E ora si cerca di correre ai ripari per aumentare il numero di posti a disposizione.

Il nuovo piano per le degenze ordinarie che verrà discusso dal cts regionale prevederebbe circa 2500 nuovi posti letti ma soprattutto il superamento della strategia a “fisarmonica” attuata sinora, riducendo quindi gli ospedali misti e affidandosi a due grandi hub (il Cervello a Palermo e il San Marco a Catania).

Particolare attenzione ovviamente è rivolta anche e soprattutto alle terapie intensive: al momento la Regione definisce non preoccupante la situazione sul numero di posti ancora disponibili (circa 100), ma con la nomina di Musumeci a commissario straordinario  si dovrebbero sbloccare i lavori per la creazione di altri 571 posti tra terapia intensiva e sub-intensiva (di cui 61 a Palermo, 50 a Catania, 31 a Messina, 24 a Caltanissetta, 23 a Ragusa, 22 ad Agrigento, 18 a Siracusa, 16 a Trapani e 8 a Enna).

Si dovrebbe partire proprio da Palermo con i lavori al Policlinico per 17 posti di intensiva e 20 di sub intensiva, ma la situazione più critica riguarda ora l’ospedale Civico, dove si è alleggerita la pressione sul pronto soccorso ma si è anche allargato il focolaio nel reparto di Medicina 2. Il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa parla di un centinaio di posti ancora disponibili in città, “ma se il trend dell’epidemia continua così – precisa – non basteranno, ecco perché servono interventi alternativi”.

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