Coronavirus, Italia verso un’altra stretta: i Governatori chiedono misure omogenee

I numeri sempre più preoccupanti e il governo nazionale è pronto ad intervenire nuovamente con misure anti-contagio. Il premier Conte ha indetto una riunione d’urgenza per pianificare nuovi interventi di contenimento e chiesto ai presidenti di Camera e Senato di anticipare da mercoledì a lunedì il suo intervento in Parlamento sulle misure contro la pandemia. La prospettiva è quella di una nuova stretta.

Anziani over 70 a casa per proteggerli dal contagio da Coronavirus, centri commerciali chiusi nel weekend, coprifuoco alle 18, stop agli sportelli per le scommesse in bar e tabaccherie, restrizioni alla mobilità regionale e tra regioni, chiusura delle scuole in base all’indice di contagiosità Rt locale; sono queste le principali misure proposte e discusse stamani al vertice tra il governo, rappresentato dai ministri Roberto Speranza (Salute) e Francesco Boccia (Autonomie), le Regioni, i Comuni e le Province in vista del prossimo Dpc, atteso tra domani e martedì. I governatori, inoltre, avrebbero chiesto misure uniformi per tutta Italia. Domani è in programma un nuovo confronto.

Si sta anche valutando di predisporre nuovi hotel covid”, dove ospitare i positivi che, altrimenti, rischiano di contagiare i familiari.

I sindaci, nel corso di un incontro tra ministri, Regioni ed Enti locali, avrebbero chiesto, a quanto si apprende, che le chiusure siano pianificate in maniera chiara sulla base del rischio. “In questo modo – avrebbe spiegato il presidente dell’Anci, Antonio Decaro – i cittadini sono coinvolti in un percorso trasparente e rispettano le restrizioni: indice Rt sale, scattano le limitazioni, indice Rt scende, si allentano”.

Parola d’ordine resta salvaguardare la scuola e l’economia compatibilmente con la lotta alla pandemia, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri assicura “Risorse aggiuntive se saranno necessarie” e la ministra Azzolina insiste: “La scuola è futuro. Senza scuola il Paese diventa più debole”.

Sarà un inverno lungo e difficile, le previsioni parlano di uno spiraglio non prima della primavera quando si spera che il virus allenterà la presa e si potrà contare sulle prime dosi di vaccino: “Confidiamo di averlo a dicembre – ha detto Conte – ma bisogna comprendere che arriveranno qualche milione di dose per Paese, quindi dovremo fare un piano condiviso a livello europeo per intervenire sulle fasce più fragili e via via per le altre categorie”.

IL BOLLETTINO DELLA SICILIA DEL 31 OTTOBRE 2020

IL BOLLETTINO NAZIONALE DEL 31 OTTOBRE 2020

Categorie
attualità
Facebook

CORRELATI