Coronavirus, Musumeci: “Finito l’effetto paura. Ordinanze inutili se non si fanno rispettare”

Arginare la crescita dei contagi attraverso il senso di responsabilità e provvedimenti mirati e incisivi. Questa la linea del presidente della Regione Nello Musumeci, che in un’intervista rilasciata nel corso di “Omnibus” su La7 ha fatto il punto della situazione, con la Sicilia che registra il primato negativo per numero di pazienti ospedalizzati (11,5% sul totale di casi in regione – la media italiana è al 6,6%).

La posizione di Musumeci è chiara: “É finito l’effetto paura, e quando non c’é più paura ognuno si sente libero di comportarsi quasi a voler sfidare il destino stando in giro senza mascherina. Questo atteggiamento è irresponsabile non solo per chi lo fa, ma anche alle persone con cui può imbattersi. Serve un’azione severa: non mille sanzioni, ma dieci pesanti per diventare deterrenti. Vedo poco impegno da parte delle Prefetture, se si intensificasse l’azione di prevenzione e sanzionatoria basterebbero alcune azioni eloquenti”.

E aggiunge: “Serve un senso di responsabilità collettiva e individuale. Se facciamo ordinanze ma nessuno dice nulla è inutile farle. La linea più dura non la decide la politica ma i numeri, la decide questo maledetto virus. Se i dati esulano da un andamento fisiologico io non posso determinare la chiusura”.

La situazione però a livello nazionale ha ormai raggiunti numeri critici – l’8 ottobre si sono registrati quasi 4500 casi, numeri che non si vedevano dal mese di aprile – e Walter Ricciardi (OMS) – in un’intervista a Sky TG24, lancia l’allarme: “Quello che si è verificato da giugno in poi è un raddoppio dei casi ogni mese. Avevamo 200 casi, poi 400, poi 800, poi 1600 e adesso stiamo a oltre 4mila casi. Quindi rischiamo fra un mese di avere oltre 8 mila casi al giorno e tra due mesi, quando arriverà l”influenza, di avere 16 mila casi in un giorno. Bisognava rafforzare il sistema di testing allargandolo a tutte le strutture, sia pubbliche che private che sono in grado di farlo. Il fatto storico che tutte le pandemie hanno una seconda ondata più pericolosa della prima è stato sottovalutato”.

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