Coronavirus, nuove regole al Tribunale di Palermo: processi a porte chiuse

Il presidente vicario del Tribunale di Palermo, Alfredo Montalto, ha emesso un provvedimento per dettare delle nuove regole sulla trattazione dei processi e limitare i rischi di contagio da Covid.

Ci saranno limiti più stringenti per evitare il sovraffollamento nelle aule, maggiore sorveglianza per assicurare il distanziamento, processi a porte chiuse salvo che “il giudice ravvisi concrete esigenze per deroghe“, udienze con detenuti celebrate in videoconferenza, accesso contingentato alle cancellerie.

Il presidente distingue tra processi penali, civili e del lavoro. “Ogni giudice tratterà le udienze calendari nel rispetto dei limiti di affollamento delle aule previsti dal Documento di Valutazione dei Rischi, i presidenti o giudici avranno cura di impartire le opportune disposizioni per garantire il distanziamento tra le persone all’interno dell’aula di udienza e utilizzeranno, a tal fine, aule capienza adeguata”.

In ogni udienza, dispone il provvedimento, non potranno trattarsi più di 25 cause. L’ordine e gli orari di trattazione dei processi preferibilmente saranno noti preventivamente con Pec almeno tre giorni prima ai difensori. “Tutte le udienze a cui può partecipare il pubblico – spiega – si celebreranno a porte chiuse e la partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute avverrà di regola con videoconferenze”.

Contingentato l’accesso alla cancellerie dove è necessario il distanziamento fisico, mentre gli atti devono essere depositati attraverso posta certificata. Nel civile “l’udienza sarà sostituita dal deposito telematico di note scritte con istanze e conclusioni”.

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