Coronavirus, sanità siciliana sotto i raggi X degli ispettori. Dove sta la verità?

Gli ispettori del Ministero sono arrivati in Sicilia. Non hanno perso tempo dopo le polemiche dei giorni scorsi e così la task force guidata da Maria Grazia Laganà, calabrese, ha cominciato il suo giro dagli ospedali di Catania dove a riceverli c’erano anche l’assessore alla Sanità Razza e il dirigente dell’assessorato La Rocca.

L’oggetto dell’ispezione è la verifica della reale esistenza di oltre 300 posti di terapia intensiva specificamente allestiti per fronteggiare l’emergenza Covid e che secondo il sindacato del Medici Cimo in larga parte sono rimasti solo sulla carta perchè tra mancanza di medici, infermieri e attrezzature la Sicilia non ha raggiunto gli standard richiesti e dichiarati al ministero.

Una battaglia sanitaria ma anche politica dove potrebbero emergere responsabilità anche pesanti, proprio alla luce dell’audio di La Rocca – reso pubblico dl quotidiano La Sicilia – e delle successive polemiche. Anche perchè, secondo alcuni, il Ministero avrebbe assegnato il “colore arancione” alla Sicilia sulla base di dati non corretti. E la verifica degli ispettori, potenzialmente, potrebbe fare rischiare una retrocessione della Sicilia in zona rossa qualora le cose non dovessero essere come le ha raccontate l’assessorato.

Gli ispettori proseguono il giro delle strutture ospedaliere siciliane e ripartiranno domani, entro la prossima settimana si saprà qualcosa da Ministero. Intanto però dall’assessorato arriva un “cartellino giallo” per alcuni manager perchè l’analisi delle cartelle cliniche fa emergere un dato: il tempo di degenza media dei pazienti nei reparti covid è stato in molti casi più alto rispetto ai 13 giorni previsti e questo fattore ha certamente contribuito a appesantire la situazione.

Oggi per gli ispettori è stata la volta degli ospedali della Sicilia occidentale dove hanno fatto le verifiche che saranno oggetto di una relazione finale che verrà presentata nel giro di pochi giorni.

Il Cimo, il sindacato dei medici, non molla la presa. “Constatiamo – dice il vice segretario Angelo Collodoro – che gli ispettori ministeriali sono andati negli ospedali dove anche per le tabelle del nostro sindacato Cimo i conti tornavano perfettamente ed è tutto regolare. Non sono andati, finora, negli ospedali dove le nostre tabelle davano negatività di posti. Sono andati a Termini Imerese e non a Petralia Sottana per esempio. Evidentemente siamo soddisfatti di avere dato delle buone indicazioni su dove recarsi. Poi se anche in quegli ospedali, cosiddetti buoni per i letti esposti, abbiano veramente o meno le dotazioni di personale sanitario sufficiente per poter lavorare bene, sembra non essere un elemento importante per l’ispezione. Bene, avanti così, avremo almeno la soddisfazione di avere dato buone indicazioni”.

Intanto oggi in commissione sanità all’Assemblea regionale sono stati ascoltati l’assessore Razza e il dirigente generale La Rocca. Razza ha ribadito che i numeri forniti al ministero corrispondono alla realtà ma si è riservato di far giungere alla Commissione una relazione più dettagliata.

Una audizione che non è piaciuta agli esponenti del M5S. I deputati Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars, parlano di “nessuna chiarezza” e di una “sterile, e a tratti patetica, difesa d’ufficio del dirigente La Rocca” da parte dell’assessore. I grillini lamentano la mancata autorizzazione della diretta streaming, rilanciano tutti i dubbi sollevati in questi giorni e si chiedono “dove avrebbe trovato l’assessorato tutti i medici e gli operatori indispensabili a gestire i posti letto aggiuntivi, stante il fatto che gli anestesisti-rianimatori mancano da sempre quasi ovunque in Sicilia”.

Altrettanto duro il Pd con i deputati Cracolici e Arancio: “Ci aspettavamo un chiarimento, invece abbiamo sentito un rumore fastidioso: quello delle loro unghie che stridevano mentre tentavano di arrampicarsi sugli specchi. Non ci resta che aspettare che gli ispettori facciano luce su quello che è realmente accaduto dato che la mattina del 4 novembre è stata definita la programmazione dei posti letto da predisporre in due step, il 15 ed il 30 novembre. Ma nella stessa giornata del 4 novembre La Rocca ha improvvisamente chiesto ai vertici delle Aziende sanitarie di caricare i posti letto previsti per il 15 novembre. Le cose sono due: o quei posti letto erano già attivi e dunque non si capisce perché non fossero già stati caricati, oppure è stato chiesto di caricare posti letto non ancora attivi. E non basta dire che ‘oggi qui posti letto ci sono’, bisogna capire se c’erano già il 4 novembre quando La Rocca ha chiesto di caricarli”.

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