Coronavirus, Stretto di Messina: 100 persone autorizzate all’imbarco per la Sicilia

Torna la calma agli imbarcaderi verso la Sicilia, a Villa San Giovanni, sullo Stretto di Messina. Dopo oltre 72 ore di fermo, infatti, nella notte è arrivata l’autorizzazione all’imbarco di un centinaio di persone che erano rimaste finora bloccate perché prive di un motivo valido per spostarsi e per il blocco agli sbarchi disposto dal presidente della Regione Nello Musumeci. Il blocco aveva provocato l’ammassarsi di centinaia di auto e Tir nei due piazzali di stoccaggio degli autoveicoli.

L’apertura dei varchi ha consentito a tutti di oltrepassare lo Stretto e raggiungere la Sicilia: prima della partenza, però tutte le persone bloccate, sono state identificate, registrate e invitate a sottoporsi a quarantena volontaria nei loro confronti. Non è escluso che nei loro confronti vengano comminate le sanzioni previste dai vari Decreti governativi.

Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, parla in una nota di epilogo di “una storia paradossale, assurda, incredibile. Adesso più che mai, serve l’organizzazione che fino adesso è mancata. E’ ora che ognuno si assuma le proprie responsabilità perché non è finita qui. Questa situazione incresciosa, infatti, non si sarebbe creata se le Regioni avessero dialogato fra loro piuttosto che far venir meno quella sinergia istituzionale che è sempre fondamentale”.

E aggiunge: “Oltre ad aver creato dei seri rischi per l’incolumità pubblica a Villa San Giovanni è venuta meno l’umanità che dovrebbe riempire la coscienza di ogni cittadino, ma ancor prima di qualsiasi amministratore pubblico. Abbiamo assistito a donne, bambini, anziani costretti a dormire all’addiaccio, spesso raccolti in 200 metri così da creare quegli assembramenti pericolosi che diventano fonte di contagio. Per due giorni, in questi luoghi, i cittadini hanno vissuto uno smarrimento ed un abbandono che, ai giorni nostri, è inconcepibile. Per il bene delle comunità hanno prevalso il buon senso e l’applicazione corretta delle normative. E’ giusto che i cittadini siciliani bloccati sul continente paghino eventuali responsabilità secondo quanto prevede la norma, ma è altrettanto giusto che svolgano la quarantena nei loro luoghi di destinazione secondo quanto prevede la norma stessa”.

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